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Il caso

Dieci i condannati per la mattanza «la macelleria messicana di Aurora»

L’incrocio di via Bra con corso Giulio Cesare si trasformò in un teatro dell’orrore. Era il 28 maggio

Dieci i condannati  per la mattanza «la macelleria messicana di Aurora»

Cinque anni e dieci mesi. È la pena più alta inflitta ieri dal tribunale di Torino a uno degli imputati coinvolti nella rissa del 28 maggio 2025, nel quartiere Aurora. L’incrocio di via Bra con corso Giulio Cesare si trasformò in un teatro dell’orrore.
Dieci condanne in tutto, la più lieve un anno e cinque mesi. Tutte già ridotte di un terzo per il rito abbreviato.

Quel pomeriggio di fine maggio faceva caldo. In pochi secondi la strada si trasformò in un’arena. Due gruppi rivali sudamericani si affrontarono senza esitazione. Principalmente erano persone di origine peruviana. Fu un inferno.
Bastoni, mazze chiodate, coltelli. Auto usate come armi, accelerate contro gli avversari.
Un regolamento di conti, secondo le indagini, legato al controllo del territorio e forse al furto di un telefonino. Quattro persone furono portate in ospedale, ferite gravemente ma fuori pericolo di vita. Le entrate del pronto soccorso del Giovanni Bosco e del Maria Vittoria vedevano gruppi di persone “accampate” per ore, in attesa di sapere come stavano i loro amici e parenti che erano stati portati in ospedale.
I residenti raccontano di «macelleria messicana».
Non è una metafora: bastoni che colpiscono, coltelli sguainati, automobili che si trasformano in armi improvvisate.
Alcuni passanti sono rimasti bloccati a guardare, paralizzati dal terrore. Le immagini girate quel giorno hanno fatto il giro dei social, mostrando il caos senza filtri. È stata una scena di violenza totale, con la brutalità che si mescola alla quotidianità del quartiere. Il giorno dopo la mattanza in strada la polizia del commissariato Dora Vanchiglia aveva arrestato undici persone. A cui poche ore dopo si erano aggiunti tre denunciati. Nei giorni a seguire la notizia aveva fatto il giro dei giornali nazionali ed era finita su diverse piattaforme social, profili seguiti da migliaia di persone che avevano contribuito a rendere il fatto virale.
Il Tribunale di Torino ha stabilito anche circa 20mila euro di provvisionali tra i rivali, soldi che dovranno risarcirsi tra loro.
Alcuni imputati hanno assistito alla lettura della sentenza con i figli al fianco.
Diversi precedenti penali hanno inciso sulle condanne delle persone coinvolte nella mattanza.
Tre indagati hanno scelto la messa alla prova e lavori di pubblica utilità, mentre una donna coinvolta alla guida di un’auto ha optato per il rito ordinario.
Gli imputati sono difesi dagli avvocati Denise Sasso, Andrea Giovetti, Roberto Doriguzzi e Francesco Crimi.

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