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La verità dietro la cronaca
21 Aprile 2026 - 10:50
Tra Vignale Monferrato e Cossombrato ci sono neppure trenta chilometri: una distanza che una podista può certo percorrere, una podista come Loredana Ferrara, 53 anni, inseguita dal suv dell'ex compagno e poi sgozzata in strada. Pochi giorni dopo la strage di Cossombrato: una donna, Drita Mecollari, uccisa a roncolate assieme al nuovo fidanzato, dall'ex che si è suicidato. Trenta chilometri e pochi giorni di distanza. Due donne sulla cinquantina uccise in modo orribile. Due uomini, Astrit Koni di 59 anni e Silvio Gambetta di 57, entrambi giardinieri: il primo autore della strage e poi suicida; il secondo campione di podismo e assassino di Loredana, arrestato dai carabinieri.
In questi paesi piccoli del Monferrato, fra Asti e Alessandria, dove le distanze sono brevi - più di una competizione podistica - e i volti familiari, le due notizie hanno viaggiato ancora più in fretta dei mezzi di soccorso, lasciando dietro solo incredulità e sgomento.
Vignale Monferrato: terra di vino, buona cucina e festival di arte e danza, il centro del paese arrampicato su una collina. Una strada di paese, via Manzoni, il tardo pomeriggio di un lunedì, e il silenzio che si rompe quando qualcuno si accorge che a terra non c’è “solo” una persona, ma una vita finita.
La vittima è Loredana Ferrara, 53 anni, uccisa in via Manzoni con una coltellata alla gola. L’allarme è scattato quando alcuni passanti hanno notato il corpo della donna riverso a terra, in una pozza di sangue, davanti alla sua abitazione. Sul posto è arrivata in pochi minuti l’ambulanza del 118 Azienda Zero, ma i sanitari non hanno potuto nulla.
I carabinieri della compagnia di Casale Monferrato hanno fermato l’ex convivente della donna, Silvio Gambetta, 57 anni, rintracciato poco dopo il delitto nei pressi della scena del crimine. Gambetta è stato trattenuto nella stazione dei carabinieri di Vignale in attesa dell’interrogatorio. Secondo le prime ricostruzioni, avrebbe prima tentato di investire l’ex compagna con il suo pick-up, spingendola contro un muro lungo la salita di via Manzoni. Subito dopo sarebbe sceso dal mezzo e l’avrebbe colpita al collo con un coltello.
Ora i carabinieri del capitano Valerio Azzone e il pm Francesco Condomitti - procura di Vercelli - ricostruiscono il classico scenario per cui l’uomo non avrebbe accettato la fine della relazione con la compagna. Un movente che, se confermato, riporterebbe ancora una volta al centro una domanda amara e ricorrente: com’è possibile che la fine di un rapporto venga vissuta come un affronto da “punire”, invece che come una scelta da rispettare? Una domanda che mai ha una risposta.
Un dato, al momento, emerge sul piano formale: non risultano denunce pregresse a carico del 57enne per reati riconducibili al "codice rosso". Un’assenza che non è una risposta, ma semmai un ulteriore nodo: quante situazioni di tensione restano sommerse, non raccontate, non formalizzate, fino a quando diventa troppo tardi?
Anche se adesso tante voci ripetono che i due litigavano spesso, che in un paio di occasione sarebbero intervenuti anche i carabinieri per calmare gli animi. Ma il "codice rosso" non si è attivato. Perché? I due avrebbero vissuto insieme fino allo scorso novembre, poi Loredana Ferrara aveva deciso di lasciarlo. Si era trasferita prima a Frassinello, quindi a Camagna, sempre nella zona. Ma a Vignale tornava ogni giorno: faceva piccoli lavoretti nelle case del paese. Ma ad alcuni amici, si legge ora nelle cronache - per loro natura tardive, spettatrici - avrebbe confidato di avere paura di incrociare l'ex Silvio Gambetta.

"Vincono in coppia" raccontavano pochi anni fa le cronache locali. Perché Loredana Ferrara e Silvio Gambetta erano volti noti in tutta la provincia, soprattutto nel mondo dell’atletica leggera. Per anni erano stati una coppia affiatata, uniti nella vita privata e nella passione per il running. Gambetta, in particolare, è stato uno dei podisti dilettanti più vincenti dell’Alessandrino: oltre 900 vittorie in carriera, con punte di 81 gare vinte in un solo anno. Era stato proprio lui a spingere Loredana verso la corsa, diventando inizialmente il suo allenatore. I due avevano gareggiato a lungo per la Boggeri Arquata e avevano vinto diverse competizioni correndo in coppia: tra queste, viene ricordata una nota notturna di otto chilometri nel 2017. Negli ultimi tempi Gambetta si era parzialmente allontanato dalle competizioni; Loredana, invece, era ancora attiva nel circuito locale e aveva partecipato recentemente alla Staffetta per la Pace.
È anche questo contrasto — la quotidianità di una passione condivisa e l’epilogo brutale — a rendere la vicenda ancora più difficile da accettare per chi li conosceva: come se una traiettoria costruita chilometro dopo chilometro fosse stata improvvisamente deviata, senza possibilità di ritorno.
Il Comune di Vignale Monferrato, meno di mille abitanti, è rimasto sconvolto dall’accaduto. Si dice sempre così, in queste storie. In contesti così piccoli, a Vignale come a Cossombrato che di abitanti ne fa a malapena 500, il dolore non resta confinato a una cerchia ristretta: si allarga, attraversa le case, arriva nei bar, nelle associazioni, nei gruppi sportivi. E lascia una comunità a fare i conti con una ferita che non è solo giudiziaria, ma anche sociale e culturale. Ora la parola passa agli accertamenti, all’interrogatorio, alle verifiche tecniche e alle ricostruzioni. Ma intanto resta una certezza: Loredana Ferrara, 53 anni, è morta davanti alla sua abitazione in via Manzoni, e Vignale Monferrato si ritrova a misurare il peso di una tragedia figlia anche di quei piccoli fatti che si raccontavano, che si conoscevano, che hanno lasciato una traccia negli archivi dei carabinieri.
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