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Torino come motore dell'innovazione italiana: dall'auto all'Intelligenza Artificiale, la nuova leadership dell'Hard Tech

Un'eccellenza che corre più veloce della media europea: il report RBS svela i segreti del polo tecnologico piemontese, tra l'eredità manifatturiera e le nuove frontiere della robotica industriale

Torino come motore dell'innovazione italiana: dall'auto all'Intelligenza Artificiale, la nuova leadership dell'Hard Tech

Il report "Chi fa innovazione e dove? Roma, Milano, Torino: player, infrastrutture e numeri comparati" realizzato del Centro di Ricerca Divulgativo di Rome Business School, curato da Michele Franzese e Valerio Mancini, delinea un quadro dell'innovazione italiana fondato su un triangolo strategico. In questo scenario Torino non è solo un comprimario di Roma e Milano ma si distingue come il laboratorio tecnologico più solido e affidabile del Paese. La città ha saputo compiere una transizione complessa: partendo dalla sua storica identità di capitale dell'auto, si è trasformata in un hub d'avanguardia per l'hard tech, l'aerospazio e l'intelligenza artificiale.

A differenza di Milano, che fonda la sua forza sul capitale e sul mercato, o di Roma, che domina la ricerca pubblica, Torino basa il suo successo sulla capacità ingegneristica. La città vanta un track record di crescita del valore del proprio ecosistema che poche realtà europee della stessa dimensione possono vantare, con una progressione media annua del 19%. L'ecosistema torinese è oggi valutato circa 3 miliardi di dollari. Questa ricchezza risiede nella densità di competenze tecniche che permettono di passare rapidamente dall'idea al prototipo industriale. Istituzioni come il Politecnico di Torino e l'incubatore I3P (Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino), fondato nel 1999 per favorire la nascita e lo sviluppo di startup ad alto contenuto tecnologico e più volte premiato a livello internazionale, fungono da pilastri, garantendo un flusso costante di startup ad alto contenuto tecnologico che sanno dialogare con il mondo della produzione.

La città è il terreno d'elezione per chi vuole testare e produrre tecnologie hardware complesse. La vicinanza con le filiere industriali storiche permette una contaminazione immediata tra nuove imprese e grandi player.

Grazie a una filiera che comprende giganti del settore e una miriade di PMI specializzate, Torino si sta affermando come uno dei principali nodi europei per la space economy, ossia quel comparto produttivo e finanziario orientato all'impiego di beni e di servizi e allo sfruttamento delle risorse nell'ambito dello spazio extraatmosferico.

Largo spazio all'AI, che a Torino non è solo teorica: viene infatti applicata ai processi manifatturieri, alla robotica e alla guida autonoma, rendendo la città un centro di competenza unico per la IA industriale.

Nonostante la vitalità e la crescita, lo studio della Rome Business School evidenzia alcuni ostacoli che frenano la piena produttività dell'ecosistema torinese rispetto ai competitor nazionali. Mentre Milano ha attratto oltre 4,1 miliardi di euro di venture capital negli ultimi quattro anni, Torino soffre ancora di un accesso limitato ai grandi capitali. Le startup locali sono tecnicamente eccellenti ma spesso faticano a trovare i fondi necessari per crescere.

Inoltre, sebbene la formazione universitaria sia di primissimo livello, Torino sconta una difficoltà nel reperire talenti senior e manager esperti che possano accompagnare le giovani imprese nelle fasi più delicate dell'espansione internazionale.

Secondo Valerio Mancini e Michele Franzese, il futuro dell'Italia non passerà dalla competizione tra città ma dalla loro integrazione sistemica. In questa visione, Torino ricopre un ruolo insostituibile: se Milano funge da piattaforma finanziaria e commerciale e Roma opera come il motore della ricerca scientifica e del deep tech pubblico-privato, Torino agisce come il braccio industriale avanzato, capace di mettere a terra le scoperte e trasformarle in prodotti reali.

La sfida del prossimo decennio sarà trasformare la vitalità della città, caratterizzata da startup, eventi, community in produttività grazie a imprese solide e investimenti. La sfida per il capoluogo piemontese è chiara: rafforzare la guida dell'ecosistema e attrarre talenti di alto profilo, elementi indispensabili per dare scala globale a una competenza ingegneristica già straordinaria, trasformando l'eccellenza tecnica in leadership economica internazionale.

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