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10 Marzo 2026 - 15:50
La riapertura della piattaforma Carta docente, attesa da mesi da insegnanti e professori, è stata segnata da numerosi problemi tecnici. Nella mattinata del 9 marzo, il sistema è rimasto in manutenzione fino a mezzogiorno, impedendo l’accesso agli utenti.
Subito dopo la riattivazione, il portale è stato sovraccaricato dagli accessi simultanei, causando lunghe attese e rallentamenti. Molti docenti hanno visualizzato sullo schermo un messaggio che segnalava la presenza di troppi utenti collegati, invitando ad attendere il proprio turno per entrare nel servizio.
Una volta aperto il sito, la situazione non è migliorata. Gli insegnanti hanno dovuto affrontare code virtuali anche di oltre otto minuti prima di poter accedere al proprio borsellino elettronico.
Il sistema informava gli utenti che, una volta entrati nella piattaforma, avrebbero avuto dieci minuti per accedere e trenta minuti per completare le operazioni. L’elevato numero di richieste ha però creato disagi diffusi.
Il debutto della piattaforma arriva dopo circa sette mesi di ritardo. Il rinvio è stato attribuito prima all’estensione dei beneficiari e successivamente ai tempi tecnici del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Quest’anno il bonus è stato inoltre ridotto a 383 euro, cioè 117 euro in meno rispetto al passato. La somma può essere utilizzata dagli insegnanti per acquistare:
corsi di formazione
libri
biglietti per concerti o mostre
strumenti tecnologici, come computer
Il contributo è destinato sia ai docenti di ruolo sia a quelli con contratto a tempo determinato.
Oltre ai rallentamenti, alcuni insegnanti hanno segnalato un ulteriore problema: durante la registrazione è comparso il messaggio “Utente non abilitato alla creazione di buoni”, senza alcuna spiegazione.
Questo ha trasformato l’accesso al bonus in un vero percorso a ostacoli, soprattutto considerando che i docenti aspettavano l’accredito dall’inizio dell’anno scolastico.
La situazione ha riacceso lo scontro politico. Matteo Renzi, che introdusse la Carta docente nel 2015, ha accusato il governo guidato da Giorgia Meloni di aver ridotto il beneficio destinato agli insegnanti.
Anche il deputato del Movimento 5 Stelle Antonio Caso ha criticato il ritardo e il taglio del bonus, sostenendo che gli insegnanti stanno pagando le conseguenze delle scelte dell’esecutivo.
Parole dure anche da Elisabetta Piccolotti (Alleanza Verdi e Sinistra), che ha denunciato stipendi bassi e bonus ridotti per il personale scolastico.
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