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Lutto

Addio a Bruno Contrada, l’ex 007 della lotta alla mafia

Morto a 94 anni, la sua vicenda giudiziaria controversa tra condanne, assoluzioni e risarcimenti per ingiusta detenzione

Addio a Bruno Contrada, l’ex 007 della lotta alla mafia

Si è spento a 94 anni Bruno Contrada, ex alto ufficiale del Sisde negli anni più cruenti della guerra alla mafia a Palermo. La sua storia è stata segnata da vicende giudiziarie controverse, che hanno diviso l’opinione pubblica tra innocentisti e colpevolisti.

Contrada fu inizialmente condannato a 10 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa, scontandone otto. Successivamente, la condanna venne revocata dalla Corte europea dei diritti umani, che riconobbe anche un risarcimento per ingiusta detenzione.

I funerali si terranno sabato a Palermo, come comunicato dalla famiglia all’Agi.

Dalla cattura al carcere: il percorso giudiziario

L’arresto avvenne la vigilia di Natale 1992, nell’anno delle stragi a Palermo. La prima condanna arrivò il 5 aprile 1996, ma venne ribaltata in Corte d’Appello il 4 maggio 2001, con verdetto di assoluzione.

Dopo rinvii e conferme della Cassazione, Contrada fu nuovamente condannato a 10 anni nel 2006, scontando carcere e domiciliari fino all’ottobre 2012.

In seguito, furono avviati appelli alla Corte di Strasburgo, con l’Italia condannata due volte:

  • febbraio 2014, per non aver concesso i domiciliari a fronte delle sue condizioni di salute;

  • per la condanna a concorso esterno, in quanto il reato non era sufficientemente chiaro tra il 1979 e il 1988.

Il risarcimento per ingiusta detenzione

Contrada ha sempre difeso il proprio onore, dichiarando: “Voglio l’onore che mi hanno tolto, non ho perso fiducia nello Stato”.

Dopo ulteriori battaglie legali, la Corte d’Appello di Palermo accolse la richiesta di riparazione per ingiusta detenzione, concedendo un indennizzo di 285.342 euro, confermato dalla Cassazione nel 2023.

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