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Sei nel mirino dei call center di luce e gas? Ecco ecco le nuove regole d'oro di ARERA per smascherare le truffe

Prezzi impazziti e operatori aggressivi non ti daranno più tregua, ma da oggi hai il potere di rispondere: scopri i trucchi legali per zittire i call center e recedere senza pagare un euro

Sei nel mirino dei call center di luce e gas? Ecco ecco le nuove regole d'oro di ARERA per smascherare le truffe

Ricevere telefonate insistenti da parte di call center che propongono nuovi contratti per l'energia elettrica e il gas è diventata un'esperienza comune e spesso problematica. La scarsa chiarezza delle offerte e l'aggressività commerciale possono spingere i cittadini verso scelte affrettate o poco convenienti, specialmente in un periodo caratterizzato da forti variazioni dei prezzi delle materie prime a causa del contesto geopolitico internazionale.

Per contrastare questi fenomeni, l'Autorità per la Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) ha attivato nuovi strumenti di controllo e diffuso un vademecum operativo per aiutare gli utenti a gestire correttamente il contatto telefonico con i venditori.

Dallo scorso 5 marzo, ARERA ha potenziato la sua azione di controllo istituendo l' Unità di Vigilanza Energetica. Questa struttura monitora costantemente i mercati per garantire trasparenza e fornire dati tecnici alle istituzioni nazionali ed europee.

Il sistema di osservazione si basa su due aggiornamenti quotidiani fondamentali, uno al mattino che si focalizza sul Prezzo Unico Nazionale (PUN) dell'elettricità, ovvero il valore medio di riferimento per l'energia venduta in Italia, e uno al pomeriggio, alla chiusura delle trattative sul mercato del gas, per intercettare le ultime quotazioni. Questi dati, pubblici e consultabili sul sito dell'Autorità, servono a comprendere l'evoluzione delle tariffe applicate ai consumatori finali.

Si parla di pratica commerciale aggressiva quando il contatto promozionale manca di trasparenza o diventa eccessivamente pressante. Un segnale d'allarme immediato riguarda l'identità di chi chiama: ARERA chiarisce ufficialmente di non effettuare mai chiamate dirette ai cittadini e di non incaricare terzi per proporre sconti o verifiche tecniche. Chiunque sostenga di chiamare per conto dell'Autorità sta fornendo un'informazione falsa.

Per affrontare una proposta telefonica senza correre rischi, ARERA suggerisce di seguire alcuni principi di prudenza e rigore:

Trasparenza e identificazione: Ogni operatore ha l'obbligo di dichiarare chiaramente la propria identità e la società che rappresenta, specificando anche la fonte da cui ha ottenuto il contatto telefonico dell'utente.

Gestione del tempo e del consenso: Non c'è alcun obbligo di accettare un'offerta durante la chiamata. Il consumatore ha il diritto di chiedere l'invio della documentazione completa per analizzarla con calma. Un contratto è considerato valido solo se esiste una registrazione o una prova verificabile del consenso esplicito.

Il diritto al supporto durevole: Tutti i dettagli della proposta, inclusi costi fissi, durata, eventuali penali e procedure di recesso, devono essere forniti su un supporto fisico o digitale (come un PDF) che rimanga a disposizione del cliente per future consultazioni.

Verifica e confronto: Prima di sottoscrivere qualsiasi accordo, è fondamentale confrontare la proposta con le altre opzioni presenti sul mercato. Lo strumento ufficiale per farlo è il Portale Offerte di ARERA, una piattaforma gratuita che permette di stimare la spesa annua effettiva.

Esercizio del diritto di ripensamento: In caso di accettazione di un contratto telefonico, la legge prevede 14 giorni di tempo per annullare l'accordo senza dover fornire spiegazioni o pagare penali. Il termine si estende a 30 giorni se il contratto è stato stipulato presso il proprio domicilio (porta a porta). Il recesso va comunicato formalmente tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o PEC.

Tutela contro le attivazioni non richieste: Se una fornitura viene attivata senza un accordo valido, l'utente deve contestare l'operazione per iscritto richiedendo la prova del consenso. In assenza di tale prova, non sussiste l'obbligo di pagamento per il servizio non richiesto.

Segnalazioni e denunce: Comportamenti scorretti, truffe o attivazioni fraudolente possono e devono essere segnalati ad ARERA, all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) o, nei casi più gravi, alle autorità competenti.

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