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La condanna
15 Marzo 2026 - 20:55
Nuovi guai legali per Kanye West e la moglie Bianca Censori. Mercoledì 11 marzo l’Alta Corte di Los Angeles ha emesso una sentenza che obbliga la coppia a risarcire con 140.000 dollari Tony Saxon, l’impresario che si era occupato della ristrutturazione della loro lussuosa villa a Malibu. Sebbene il tribunale abbia riconosciuto le ragioni del lavoratore, la cifra stabilita è decisamente più contenuta rispetto ai 1,7 milioni di dollari richiesti inizialmente dall'uomo come riparazione per i danni subiti.
Tutto ha inizio nel 2021 quando il rapper acquista per 57 milioni di dollari una proprietà fronte oceano progettata dal celebre architetto Tadao Ando. Per rimetterla a nuovo West ingaggia Saxon con la promessa di uno stipendio settimanale di 20.000 dollari. Secondo quanto riportato dalla BBC, però, la collaborazione è degenerata rapidamente. L’operaio ha denunciato non solo stipendi non pagati (sostenendo di aver ricevuto solo una piccola parte del dovuto), ma anche condizioni lavorative pericolose e un licenziamento privo di giuste cause.
Tra le richieste più stravaganti del cantante c’era quella di rimuovere completamente gli impianti elettrici e idraulici, oltre a sostituire una scala interna con uno scivolo. Saxon ha dichiarato di essersi infortunato gravemente alla schiena e al collo durante queste operazioni.
Il racconto di Saxon descrive un clima lavorativo oppressivo: l'operaio sarebbe stato costretto a vivere nel cantiere senza sosta, con West che lo svegliava in piena notte per interrogarlo sulla produttività. Uno degli episodi più singolari riguarda una trasferta forzata al Nobu Hotel di Malibu. Il rapper, sostenendo che l’uomo avesse un "cattivo odore", lo avrebbe obbligato a farsi una doccia in una suite di lusso, preparando lui stesso il bagno e commentando che sarebbe stato un momento indimenticabile.
Durante il processo, Kanye West ha mantenuto una linea di difesa ambigua: ha ammesso di aver criticato l'odore di Saxon ma ha dichiarato di non ricordare gli altri abusi contestati. Secondo l’operaio, l'artista si sarebbe persino addormentato durante la deposizione. L’avvocato del rapper, Andrew Cherkasky, ha invece ribaltato la narrazione, definendo Saxon un bugiardo interessato solo ai soldi e sostenendo che l’operaio sia stato pagato regolarmente per un totale di 240.000 dollari. A sostegno della tesi del falso infortunio, la difesa ha citato un video in cui Saxon si esibiva con la sua band in movimenti che sembravano smentire i suoi problemi fisici.
Questa sentenza è solo l'ultima di una lunga serie. West deve affrontare circa una dozzina di cause simili intentate da ex collaboratori. Il suo profilo pubblico è stato pesantemente segnato negli ultimi anni non solo dalle accuse di violenza sessuale (come quelle della modella Jennifer An o dell’ex assistente Lauren Pisciotta) ma anche da dichiarazioni antisemite che gli sono costate, tra le altre cose, l'impossibilità di entrare in Australia.
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