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Economia
16 Marzo 2026 - 13:30
La flat tax italiana per i grandi patrimoni, elevata a 300mila euro dalla Manovra 2026, sta diventando un potente magnete per i paperoni stranieri. Molti stanno valutando di trasferire la propria residenza fiscale nel nostro Paese, attratti anche dalla fine del regime “non-dom” nel Regno Unito.
Secondo Antonio Longo, avvocato fiscalista e partner del team Family Business & Wealth Management di DLA Piper, l’Italia oggi gode di un’immagine molto positiva tra gli investitori esteri. Come dichiarato al Corriere della Sera, il nostro Paese è percepito come stabile, con alta qualità della vita, un ruolo internazionale forte come membro del G7 e un governo affidabile. Tutti questi elementi influenzano chi sta pensando di spostare la propria residenza fiscale in Italia.
I nuovi residenti italiani includono principalmente professionisti della finanza, esperti di private equity, imprenditori e wealth owners con patrimoni diversificati a livello globale. Non mancano manager più giovani. Dal punto di vista geografico, arrivano soprattutto dal Regno Unito, ma anche da Francia, Olanda, Belgio, e persino da Brasile, Canada e Perù.
Il fenomeno è sostenuto da una norma introdotta nel 2017, pensata per i High Net Worth Individuals (HNWI). Questi contribuenti, grazie ai loro investimenti finanziari e immobiliari, producono benefici concreti per l’economia italiana, dai consumi alla crescita del PIL locale. La Manovra 2026 ha portato l’imposta sostitutiva da 200mila a 300mila euro per i redditi esteri e da 25mila a 50mila euro per i familiari.
Il cambiamento fiscale nel Regno Unito, con la revoca della regola “non-dom” da parte del governo laburista di Keir Starmer, ha spinto i super-ricchi a cercare alternative. Prima potevano evitare le tasse sui redditi esteri mantenendo la residenza UK; ora questa possibilità è stata eliminata, rendendo meno attraente Londra per i miliardari espatriati.
Anche la Francia, con la sua alta tassazione successoria fino al 60% e l’instabilità politica, spinge i ricchi a guardare altrove. L’Italia emerge come meta preferita grazie a stabilità, fiscalità competitiva e qualità della vita.
Milano sta assumendo un ruolo simile a quello che Londra ha avuto per decenni. Professionisti del private equity e della finanza internazionale si concentrano nel capoluogo lombardo, dove, secondo Henley & Partners, c’è un milionario ogni 12 abitanti. La città si distingue anche a livello globale per numero di centimilionari (182), quasi pari al Principato di Monaco (192), più di Zurigo, Miami e Mosca, e con previsioni di alta crescita per i nuovi arrivi.
New York City: un milionario ogni 22 abitanti
Londra: uno ogni 41
Roma: uno ogni 54
Parigi: uno ogni 14 (intra muros)
Milano, insieme a Dubai e Miami, si conferma tra le città globali più attrattive per i super-ricchi in cerca di nuovi investimenti e residenze fiscali.
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