l'editoriale
Cerca
Il fatto
19 Marzo 2026 - 17:25
La criminologa Roberta Bruzzone è finita al centro di un’indagine per presunto stalking, con accuse che riguardano una serie di comportamenti online. Secondo quanto emerso, la Procura di Cagliari ipotizza che la professionista abbia messo in atto condotte persecutorie nei confronti della pedagogista e giudice onoraria Elisabetta Sionis, anche attraverso social network, chat e contenuti dal tono offensivo.
Bruzzone, però, respinge con decisione ogni addebito, parlando apertamente di accuse infondate: in un comunicato ha dichiarato di non avere nulla da nascondere e di essere pronta a rispondere a ogni contestazione, sottolineando la propria estraneità ai fatti contestati.
L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Gilberto Galassi, nasce da una denuncia presentata da Sionis. Alla base del conflitto ci sarebbero contrasti maturati in ambito professionale, legati al ruolo di entrambe come consulenti tecniche di parte in un caso molto delicato.
Il riferimento è al procedimento relativo alla vicenda di Valentina Pitzalis, sopravvissuta a un tentato femminicidio avvenuto nel 2011, quando il marito le diede fuoco prima di morire nell’incendio da lui stesso provocato. In quel contesto, Bruzzone assisteva la parte della vittima, mentre Sionis rappresentava la posizione della suocera Roberta Mamusa, che continua a sostenere l’innocenza del figlio.
Secondo gli inquirenti, Bruzzone sarebbe riconducibile a sei post pubblicati sui social nell’arco di quattro anni, ritenuti riferibili alla persona offesa. Tali contenuti includerebbero, secondo l’accusa, elementi potenzialmente offensivi e allusioni personali.
La criminologa ha però ribattuto che quei contenuti non avrebbero alcun collegamento diretto o indiretto con Sionis e che si tratterebbe di messaggi legati a presunte interazioni con profili fake e a situazioni di presunto monitoraggio online, la cui reale esistenza non sarebbe stata accertata.
La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di denunce reciproche tra le parti. Bruzzone avrebbe infatti presentato a sua volta una querela per calunnia nei confronti di Sionis, mentre quest’ultima risulta a sua volta indagata nell’ambito dello stesso fascicolo, ma con l’ipotesi di diffamazione aggravata per alcuni contenuti pubblicati nel 2019.
Secondo quanto sostenuto dalla difesa della criminologa, sarebbero emerse anche criticità legate alla gestione territoriale dell’inchiesta, con dubbi sulla competenza della Procura di Cagliari. Per questo motivo, il fascicolo è stato successivamente trasferito alla Procura di Roma, che dovrà ora valutare gli sviluppi e decidere sull’eventuale rinvio a giudizio.
Bruzzone ha inoltre evidenziato come, nonostante le ripetute richieste, non sia mai stata convocata per un interrogatorio, elemento che, a suo avviso, rappresenterebbe un aspetto problematico dell’indagine. Ha ribadito la presenza di numerose denunce incrociate negli anni, molte delle quali formalmente depositate da lei stessa.
Nel frattempo, la vicenda continua a svilupparsi sul piano giudiziario e potrebbe ora entrare in una fase decisiva presso il tribunale capitolino, dove si stabilirà se procedere o meno con un eventuale processo.
L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.
CronacaQui.it | Direttore responsabile: Andrea Monticone
Vicedirettore: Marco Bardesono Capo servizio cronaca: Claudio Neve
Editore: Editoriale Argo s.r.l. Via Principe Tommaso 30 – 10125 Torino | C.F.08313560016 | P.IVA.08313560016. Redazione Torino: via Principe Tommaso, 30 – 10125 Torino |Tel. 011.6669, Email redazione@torinocronaca.it. Fax. 0116669232 ISSN 2611-2272 Amministratore unico e responsabile trattamento dati e sicurezza: Walter Altea
Registrazione tribunale n° 1877 del 14.03.1950 Tribunale di Milano
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo..