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Il fatto

Bruzzone indagata per stalking: accuse, scontro con Sionis e fascicolo trasferito a Roma

La criminologa respinge ogni addebito e parla di accuse infondate

Bruzzone indagata per stalking: accuse, scontro con Sionis e fascicolo trasferito a Roma

La criminologa Roberta Bruzzone è finita al centro di un’indagine per presunto stalking, con accuse che riguardano una serie di comportamenti online. Secondo quanto emerso, la Procura di Cagliari ipotizza che la professionista abbia messo in atto condotte persecutorie nei confronti della pedagogista e giudice onoraria Elisabetta Sionis, anche attraverso social network, chat e contenuti dal tono offensivo.

Bruzzone, però, respinge con decisione ogni addebito, parlando apertamente di accuse infondate: in un comunicato ha dichiarato di non avere nulla da nascondere e di essere pronta a rispondere a ogni contestazione, sottolineando la propria estraneità ai fatti contestati.

Le origini della vicenda

L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Gilberto Galassi, nasce da una denuncia presentata da Sionis. Alla base del conflitto ci sarebbero contrasti maturati in ambito professionale, legati al ruolo di entrambe come consulenti tecniche di parte in un caso molto delicato.

Il riferimento è al procedimento relativo alla vicenda di Valentina Pitzalis, sopravvissuta a un tentato femminicidio avvenuto nel 2011, quando il marito le diede fuoco prima di morire nell’incendio da lui stesso provocato. In quel contesto, Bruzzone assisteva la parte della vittima, mentre Sionis rappresentava la posizione della suocera Roberta Mamusa, che continua a sostenere l’innocenza del figlio.

Le contestazioni della Procura

Secondo gli inquirenti, Bruzzone sarebbe riconducibile a sei post pubblicati sui social nell’arco di quattro anni, ritenuti riferibili alla persona offesa. Tali contenuti includerebbero, secondo l’accusa, elementi potenzialmente offensivi e allusioni personali.

La criminologa ha però ribattuto che quei contenuti non avrebbero alcun collegamento diretto o indiretto con Sionis e che si tratterebbe di messaggi legati a presunte interazioni con profili fake e a situazioni di presunto monitoraggio online, la cui reale esistenza non sarebbe stata accertata.

Denunce incrociate e nuovi sviluppi

La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di denunce reciproche tra le parti. Bruzzone avrebbe infatti presentato a sua volta una querela per calunnia nei confronti di Sionis, mentre quest’ultima risulta a sua volta indagata nell’ambito dello stesso fascicolo, ma con l’ipotesi di diffamazione aggravata per alcuni contenuti pubblicati nel 2019.

Secondo quanto sostenuto dalla difesa della criminologa, sarebbero emerse anche criticità legate alla gestione territoriale dell’inchiesta, con dubbi sulla competenza della Procura di Cagliari. Per questo motivo, il fascicolo è stato successivamente trasferito alla Procura di Roma, che dovrà ora valutare gli sviluppi e decidere sull’eventuale rinvio a giudizio.

La posizione della difesa

Bruzzone ha inoltre evidenziato come, nonostante le ripetute richieste, non sia mai stata convocata per un interrogatorio, elemento che, a suo avviso, rappresenterebbe un aspetto problematico dell’indagine. Ha ribadito la presenza di numerose denunce incrociate negli anni, molte delle quali formalmente depositate da lei stessa.

Nel frattempo, la vicenda continua a svilupparsi sul piano giudiziario e potrebbe ora entrare in una fase decisiva presso il tribunale capitolino, dove si stabilirà se procedere o meno con un eventuale processo.

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