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Il caso
20 Marzo 2026 - 15:40
Notte di tensione al pronto soccorso dell’ospedale Mauriziano, dove un uomo di nazionalità italiana ha dato in escandescenze dopo essere stato visitato, aggredendo il personale sanitario e causando gravi danni all’interno della struttura. L’episodio si è verificato intorno alle 2.45 tra il 18 e il 19 marzo. Secondo quanto ricostruito, l’uomo - circa quarant’anni - avrebbe reagito con violenza alla decisione di dimetterlo: a suo dire, infatti, non si trovava nelle condizioni di lasciare l’ospedale. Da lì l’escalation. Prima le minacce e gli insulti di morte rivolti a medici e operatori, poi il passaggio all’azione: ha iniziato a lanciare sedie e tavoli, oltre ad altri oggetti pesanti, colpendo arredi e suppellettili. Nel corso della furia ha anche sfondato una porta del pronto soccorso. Scene che hanno generato panico tra i presenti, con la sala d’accoglienza trasformata in pochi istanti in un luogo di caos, e che hanno costretto a interrompere temporaneamente il servizio di assistenza sanitaria. Determinante l’intervento della guardia giurata in servizio, che è riuscita a contenere l’uomo nonostante la violenza dell’aggressione. Per lui una prognosi di cinque giorni. Sul posto sono quindi intervenuti i carabinieri, che hanno bloccato e arrestato l’aggressore. Secondo le prime informazioni, non sarebbe stato alterato da sostanze stupefacenti, ma in evidente stato di agitazione, forse riconducibile a problematiche psichiatriche. Sull’accaduto interviene il SAV, che torna a porre l’attenzione sulla sicurezza degli operatori sanitari e chiede l’apertura di un tavolo tecnico con le istituzioni. L’obiettivo è individuare misure concrete per prevenire episodi simili. «Prima che la situazione diventi sempre più grave», è l’allarme.
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