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Voli incerti e viaggi a rischio: cosa coprono davvero le polizze

Dalle spese mediche ai rimborsi per annullamento: tutte le tutele previste, tra limiti contrattuali ed esclusioni spesso ignorate dai viaggiatori

Voli incerti e viaggi a rischio: cosa coprono davvero le polizze

L’estate si avvicina, ma per molti viaggiatori l’idea di partire non è più sinonimo di tranquillità. Le possibili riduzioni dei voli, legate anche alle difficoltà di approvvigionamento di carburante negli aeroporti, stanno rendendo necessaria una pianificazione più attenta del solito. In questo scenario di incertezza, cresce l’interesse verso le assicurazioni di viaggio, viste da molti come una tutela immediata contro imprevisti sempre più frequenti.

Sottoscrivere una polizza su misura può sembrare una scelta prudente, ma non è priva di costi. Secondo le stime delle associazioni dei consumatori, il prezzo di queste coperture può variare sensibilmente in base a diversi fattori, arrivando a incidere fino all’8% del valore complessivo del viaggio. Tradotto in termini concreti, per una vacanza di fascia media il costo aggiuntivo può oscillare tra alcune decine e qualche centinaio di euro, una spesa che molti considerano accettabile pur di viaggiare con maggiore serenità.

Non tutte le polizze, però, garantiscono lo stesso livello di protezione. Alcune si limitano a coprire aspetti essenziali come le spese sanitarie o lo smarrimento del bagaglio, mentre altre includono anche la possibilità di ottenere rimborsi in caso di annullamento del viaggio o problemi legati alla responsabilità civile. È proprio su questo punto che emergono le principali criticità: la copertura non è mai totale e spesso prevede limiti e franchigie che riducono l’effettivo rimborso.

Un aspetto particolarmente rilevante riguarda le motivazioni che danno diritto a un risarcimento. Le compagnie assicurative, infatti, riconoscono il rimborso solo in presenza di cause documentabili e imprevedibili. Restano esclusi tutti quei casi in cui la rinuncia al viaggio nasce da timori personali o da una generica percezione di rischio. In altre parole, la semplice paura di partire non è sufficiente per ottenere indietro quanto speso.

Ancora più complessa è la questione dei viaggi verso aree interessate da tensioni internazionali. Eventi come guerre o crisi geopolitiche rientrano spesso tra le esclusioni contrattuali, soprattutto quando le destinazioni sono ufficialmente sconsigliate. In questi casi, anche una copertura apparentemente completa potrebbe non offrire alcuna tutela concreta.

Diverso è invece lo scenario quando è la compagnia aerea a cancellare un volo. Le normative europee parlano chiaro: spetta al vettore garantire al passeggero una soluzione alternativa o il rimborso del biglietto, indipendentemente dall’esistenza di una polizza assicurativa. Si tratta di una tutela già prevista, che riduce almeno in parte l’esposizione economica dei viaggiatori.

Esiste poi un’ulteriore garanzia prevista dalla legge per situazioni eccezionali. Quando nel luogo di destinazione si verificano circostanze straordinarie, tali da compromettere il viaggio, il consumatore può annullare senza penali e ottenere la restituzione dell’intero importo pagato. Anche in questo caso, tuttavia, non è previsto alcun indennizzo aggiuntivo.

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