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Il caso

Segnaletica assente, 9 milioni pure. Le zebre in città inghiottite dal suolo

«Sono passati nove mesi dall’annuncio dei 32 milioni per il rifacimento delle strade, ma i risultati non si vedono»

Segnaletica assente, 9 milioni pure. Le zebre in città inghiottite dal suolo

Strisce pedonali, round due. E soprattutto: nove milioni spariti all’appello. Non una buca, ma quasi. La scena è quella della Sala Rossa, dove le parole pesano più dell’asfalto che manca. A sollevare il caso è il consigliere Pierlucio Firrao, lista Torino Bellissima, con un’interpellanza che ha il tono di chi non si accontenta delle pezze. «Sono passati nove mesi dall’annuncio dei 32 milioni per il rifacimento delle strade, ma i risultati non si vedono», attacca. E poi affonda: «La situazione del manto stradale resta pessima e diffusa, sia in centro che in periferia».

Il punto non è solo politico, è contabile. Dei 32 milioni annunciati, solo 23 risultano stanziati. Gli altri nove? Fantasmi, come certe strisce pedonali ormai scolorite. «Non è chiaro dove siano finiti e perché non vengano utilizzati», insiste Firrao. E intanto snocciola esempi concreti: via Bologna, traffico pesante e condizioni critiche, esclusa dagli interventi. «I tempi indicati sono troppo lunghi rispetto all’emergenza reale della città».
Poi l’affondo, quello che in Aula lascia sempre una scia: «È evidente che l’obiettivo del sindaco sia arrivare a fine mandato e completare gli interventi poco prima delle elezioni, trasformandoli in campagna elettorale. Torino però non può aspettare: la sicurezza dei cittadini viene prima». Dall’altra parte del banco, la risposta arriva doppia. A parlare sono gli assessori Chiara Foglietta e Francesco Tresso.


Toni più tecnici, ma il tentativo è quello di rimettere ordine nel racconto. «Ben consapevole della necessità di interventi, dovuti al deterioramento progressivo della segnaletica sull’asfalto, la giunta comunale ha aumentato le risorse destinate per il 2026 alla segnaletica orizzontale, portandole a 1,5 milioni». Tradotto: più soldi per ridipingere, mentre le polemiche corrono. E non è tutto. «Tutti gli interventi finanziati con risorse europee, laddove il cantiere lo consente, prevedono anche il rifacimento della segnaletica orizzontale». Una promessa che prova a legare cantieri e sicurezza.
Il capitolo più ambizioso è quello del progetto “Torino Cambia - Spazi che uniscono”: 32 milioni, 140 cantieri, un orizzonte di 18 mesi. Strade, marciapiedi, incroci. Otto, in particolare, sotto la lente: da corso Regina Margherita a piazza Piero della Francesca, passando per corso Unione Sovietica e corso Sommeiller. Qui si parla di asfalto nuovo, semafori adeguati, drenaggi rifatti e percorsi tattili per l’accessibilità.


Infine, la sicurezza degli attraversamenti. «Nell’ultimo anno - spiegano gli assessori - grazie a fondi ministeriali sono stati messi in sicurezza 18 passaggi pedonali, con un investimento di 1,16 milioni». Interventi concreti: passaggi rialzati, marciapiedi ampliati, banchine salvagente. E ancora, luci, meno barriere, velocità ridotta.
Ma fuori dall’Aula, la percezione resta quella raccontata dall’interpellanza: strade che cedono, segnaletica che svanisce, cantieri che non bastano mai. E una domanda che continua a rimbalzare tra i banchi e sull’asfalto: quei nove milioni, dove sono finiti?

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