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economia e salute

Allarme long-Covid un conto da 145 miliardi l’anno fino al 2035

L'ombra lunga della pandemia minaccia il Pil globale: in Italia colpito oltre il 9% della popolazione tra "nebbia mentale" e stanchezza cronica

Allarme long-Covid un conto da 145 miliardi l’anno fino al 2035

La pandemia ha lasciato un’eredità pesante che rischia di gravare sull'economia mondiale ancora per un decennio. Secondo il rapporto Ocse "Addressing the Costs and Care for Long Covid", pubblicato l'8 aprile 2026, la condizione nota come long-Covid non è solo un’emergenza sanitaria, ma una vera e propria ipoteca sul futuro produttivo dei Paesi industrializzati, con costi stimati in oltre 145 miliardi di dollari ogni anno fino al 2035.

L'analisi evidenzia come l'Italia sia tra le nazioni più colpite da questa condizione. Nel 2023, oltre il 9% dei pazienti assistiti dai medici di famiglia ha dichiarato di aver sofferto di sintomi persistenti, e per circa un terzo di loro il malessere si è protratto per oltre un anno. La patologia si manifesta in modo multisistemico: tra i disturbi più frequenti figurano l'affaticamento cronico, il malessere post-sforzo e la cosiddetta "nebbia mentale", una disfunzione cognitiva che compromette la capacità di concentrazione e memoria.

Il costo complessivo della patologia si divide tra spese dirette e indirette. Per quanto riguarda l'impatto immediato sui sistemi sanitari, l'Ocse stima una spesa annua fino a 11 miliardi di dollari. Tuttavia, la quota più rilevante è rappresentata dai costi indiretti, valutati in circa 135 miliardi di dollari l'anno. Questi derivano dalle assenze prolungate dal lavoro, dal fenomeno del "presenteismo" (lavorare in condizioni fisiche non ottimali), dai pensionamenti anticipati e dalla conseguente riduzione della produttività generale, con una contrazione del Pil stimata tra lo 0,1% e lo 0,2%.

Nonostante la gravità della minaccia, la risposta dei governi appare frammentaria. Al momento, solo nazioni come Austria, Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo e Olanda hanno adottato politiche strutturate per la gestione dei pazienti. Nel resto del mondo, Italia inclusa, mancano spesso criteri di diagnosi uniformi e linee guida adeguate. L'Ocse conclude con un appello alle istituzioni: il long-Covid non deve più essere considerato esclusivamente un problema medico, ma una sfida economica e sociale che richiede strategie condivise e una formazione specifica per tutti gli operatori sanitari.

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