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la Sanità
09 Aprile 2026 - 15:20
Immagine di repertorio
Dal 13 al 17 aprile in Piemonte è in programma una settimana dedicata alla informazione e promozione della vaccinazione contro la pertosse, alla luce dell’aumento dei casi registrato negli ultimi anni. L’iniziativa coinvolgerà strutture sanitarie e operatori con attività rivolte alla popolazione generale e a specifiche categorie a rischio. Negli ultimi tre anni si è osservato un incremento significativo dei contagi. A livello europeo, nel 2023 sono stati registrati oltre 25.000 casi, mentre nei primi mesi del 2024 il numero ha superato i 32.000. In Italia, tra gennaio e maggio 2024, l’incidenza è stata pari a 9,9 casi per milione di abitanti. In Piemonte si è passati da 9 casi nel 2023 a 271 nel 2024, con una maggiore incidenza tra i bambini sotto i 3 anni e un numero rilevante di casi anche tra gli adulti fragili. Le iniziative previste includono campagne informative e attività di sensibilizzazione rivolte a donne in gravidanza, operatori sanitari e soggetti vulnerabili. Per le gestanti è prevista la campagna “Proteggi te, proteggi il tuo neonato”, mentre per il personale sanitario è attiva la campagna “Proteggi chi cura, proteggi chi nasce”, accompagnata da programmi di formazione specifici. Il 13 aprile è inoltre in programma il convegno “Vaccinarsi in Pediatria: nuove sfide per proteggere il futuro” presso l’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino. Durante la settimana saranno organizzati anche open day vaccinali nelle aziende sanitarie del territorio.
La pertosse è un’infezione respiratoria causata dal batterio Bordetella pertussis, trasmessa attraverso le secrezioni respiratorie. È altamente contagiosa: una persona infetta può trasmettere la malattia alla maggior parte dei soggetti non vaccinati con cui entra in contatto. I sintomi compaiono generalmente dopo circa 10 giorni e includono crisi di tosse intense e difficoltà respiratorie. Nei neonati e nei primi mesi di vita il rischio di complicanze è elevato, con possibili conseguenze gravi. Anche negli adulti, soprattutto in presenza di condizioni di fragilità, l’infezione può avere un decorso rilevante. La prevenzione si basa principalmente sulla vaccinazione, somministrata in associazione con difterite e tetano. Il vaccino è raccomandato a partire dai due mesi di età, con richiami periodici nel corso della vita. Particolare importanza è attribuita alla vaccinazione in gravidanza, tra la 27ª e la 32ª settimana, per trasferire anticorpi al neonato. La strategia di protezione include anche il cosiddetto “effetto bozzolo”, che prevede la vaccinazione dei familiari e delle persone a stretto contatto con il bambino, oltre ai richiami ogni 10 anni per la popolazione generale e il personale sanitario.
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