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Lutto
09 Aprile 2026 - 15:50
Il mondo del cinema è in lutto per la perdita di Mario Adorf, interprete tra i più carismatici e versatili della sua generazione. L'attore è deceduto ieri, mercoledì 8 aprile, nella sua residenza di Parigi, all'età di 95 anni, in seguito a una breve malattia. La notizia della sua scomparsa è stata confermata dal suo agente di lunga data, Michael Stark. Con una filmografia che conta oltre duecento titoli, Adorf ha rappresentato per decenni un punto d'incontro fondamentale tra la cinematografia mitteleuropea e quella mediterranea, diventando un volto familiare e amatissimo dal grande pubblico.
Nato a Zurigo nel 1930, Adorf era il frutto dell'unione tra un chirurgo di origine calabrese, Matteo Menniti, e un'infermiera tedesca. Questa eredità culturale mista è stata la chiave del suo successo, consentendogli di recitare con disinvoltura sia nelle grandi produzioni d'oltralpe che nei cult di Cinecittà. La sua ascesa internazionale ebbe inizio nel 1957 con il film Ordine segreto del III Reich, dove la sua interpretazione di un criminale lo etichettò per lungo tempo come l'antagonista perfetto. Grazie a una straordinaria duttilità attoriale, riuscì a fuggire da questo stereotipo, interpretando con uguale intensità ruoli di mafiosi feroci, aristocratici raffinati o rappresentanti delle forze dell'ordine, collaborando con registi del calibro di Dario Argento, Sergio Corbucci, Sam Peckinpah e Billy Wilder.
Il legame tra Mario Adorf e il cinema italiano è stato profondo e duraturo. L'attore è diventato una colonna portante del genere giallo, legando il suo nome a capolavori come Milano calibro 9 e alla celebre "trilogia del milieu" di Fernando Di Leo, in cui prestò il volto all'indimenticabile Luca Canali ne La mala ordina.
La sua capacità di parlare a generazioni diverse è testimoniata dal grande successo ottenuto in televisione negli anni '90, quando interpretò il Re nella saga fantasy Fantaghirò. La sua carriera italiana vanta partecipazioni a pellicole e serie di enorme impatto popolare, tra cui La Piovra 4, Il piccolo Lord, L'uccello dalle piume di cristallo e Operazione San Gennaro, dove recitò accanto a Nino Manfredi. Significativa rimane la sua integrità professionale che lo portò persino a declinare una parte nel kolossal Il Padrino di Francis Ford Coppola.
Oltre alla recitazione, Adorf ha espresso la sua creatività come scrittore, cantante e doppiatore. Nel 2016 la sua carriera è stata celebrata con il prestigioso Pardo d'onore al Festival di Locarno, un riconoscimento alla sua vita dedicata interamente allo spettacolo. Dal 1985 era legato a Monique Faye, sua compagna di vita fino all'ultimo. Con la sua morte scompare un protagonista assoluto del Novecento, un artista capace di nobilitare ogni genere cinematografico, dal noir più crudo alla favola per famiglie, lasciando un'impronta indelebile nella storia culturale.
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