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ANIMALI

La sperimentazione farmacologica che non coinvolge più animali vivi

Modelli virtuali basati sui dati per garantire sicurezza ed efficacia. Solo una proposta? Piace!

La sperimentazione farmacologica che non coinvolge più animali vivi

L’annuncio dell’Agenzia europea dei medicinali segna un possibile cambio di passo nella ricerca farmacologica: avviata una consultazione pubblica per ridurre l’uso di animali vivi nei test, sostituendoli progressivamente con modelli virtuali basati su dati già esistenti.
L’obiettivo è chiaro: passare da cavie in carne e ossa a gruppi di controllo digitali, costruiti attraverso modelli statistici che utilizzano le informazioni raccolte nel tempo.

In pratica, i confronti necessari alla sperimentazione verrebbero effettuati su basi già note, senza ricorrere ogni volta a nuovi animali.
Un sistema che punta a limitare i danni e, nel lungo periodo, a eliminare del tutto l’impiego di esseri viventi nello sviluppo dei farmaci, senza compromettere l’affidabilità dei risultati.
Il primo campo di applicazione è quello degli studi sulla tossicità dei medicinali. Qui, secondo gli esperti, esistono già dati sufficientemente solidi per garantire controlli attendibili anche senza test diretti su animali, rendendo il passaggio più immediato rispetto ad altri ambiti della ricerca. La consultazione, aperta fino al 12 maggio 2026, rappresenta un passaggio cruciale: se il processo sarà validato, le evidenze ottenute tramite controlli virtuali potranno essere accettate nelle future richieste di autorizzazione dei farmaci. Un orientamento già noto nella comunità scientifica, ma che ora trova una possibile applicazione concreta su larga scala. La direzione tracciata dall’Ema si inserisce in un contesto internazionale già in movimento. E c’è chi ci sta già provando.
Negli Stati Uniti è iniziata una transizione verso modelli che limitano l’uso di animali, mentre nel Regno Unito si stanno sviluppando protocolli sempre più orientati a tecnologie alternative. La consultazione coinvolge l’intera filiera della ricerca: comunità scientifica, industria e altri soggetti interessati sono chiamati a contribuire con osservazioni e proposte.

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