Cerca

Il caso

Le strisce pedonali sono fantasmi: attraversare è ormai una challenge

Seconda puntata di un viaggio per le strade di Torino: stavolta, da Santa Rita fino a Gerbido

Le strisce pedonali sono fantasmi: attraversare è ormai una challenge

Nuovo giro, nuove strisce. No. Nuovo giro, niente strisce. Messa così sembra una challenge. E invece è un ritratto urbano dove gli attraversamenti pedonali, in più punti, risultano praticamente cancellati. Non ovunque, certo. Ma abbastanza da comporre un quadro che si ripete.

Dopo un primo passaggio tra Santa Rita, San Paolo e Cit Turin, il viaggio prosegue nella seconda parte del reportage. Si riparte da Santa Rita, lato opposto, e si scende fino al Gerbido, via Moncalieri, dove il cartello segna il confine tra Torino e Grugliasco. Tre chilometri, come nella puntata precedente. Si ignorano i dettagli collaterali: cartelli divelti, semafori non funzionanti, buche profonde. «Tante, una groviera». Qui l’attenzione è solo una: le zebre. Via Tripoli, già segnalata come critica nel tratto verso piazza Marmolada, non migliora dall’altro lato. Gli incroci con via Filadelfia, via Carando e via Boston presentano attraversamenti poco visibili o scomparsi. In via San Marino, due incroci su quattro risultano “cancellati”. Ma la situazione più evidente è all’altezza di via Baltimora, nei pressi del supermercato: quattro attraversamenti su quattro non più leggibili, come inghiottiti dall’asfalto.

Si entra poi a Mirafiori Nord, quartiere residenziale e popolare. In via De Canal, all’incrocio con via D’Arborea, le strisce non ci sono più. Stesso scenario in corso Tazzoli: attraversare, da corso Orbassano, diventa un esercizio di prudenza estrema, quasi un rituale di attesa tra le auto in transito nei due sensi.
Via Taricco e via Gonin segnano un altro punto critico. Poi via Biscarra, all’altezza della piazzetta dedicata alle vittime del genocidio dei Tutsi, dove le strisce risultano assenti. Anche via Nitti e gli incroci con via Paolo Gaidano rientrano nello stesso elenco: attraversamenti scomparsi o illeggibili. La “caccia” continua ancora. In via Giuseppe Grosso, immersa nel verde e al confine con corso Allamano, l’attraversamento risulta cancellato e privo di semaforo. Stessa situazione per chi deve collegarsi da corso Allamano a via Guido Reni: nessuna segnaletica utile per l’attraversamento. Il punto più critico però su corso Sebastopoli, all’altezza di via Castelgomberto. Un incrocio densamente abitato, tra scuole, negozi, fermate autobus e palazzi residenziali. Qui gli attraversamenti pedonali sono quattro: anzi, erano, perchè non c’è più nemmeno un alone sbiadito di vernice bianca sull’asfalto.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.