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IL FATTO

Violenza senza fine al Maggiore: ancora un'aggressione in Pronto Soccorso

Notte di follia all'ospedale "Maggiore della Carità": un uomo devasta il triage e aggredisce il personale

Violenza senza fine al Maggiore: ancora un'aggressione in Pronto Soccorso

Non è più assistenza sanitaria, è "ordinaria amministrazione" di un fallimento sistemico. È questo il cuore della drammatica lettera scritta da un infermiere dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria "Maggiore della Carità" di Novara, vittima, insieme ai suoi colleghi, di una brutale aggressione avvenuta la mattina del 10 aprile. Un episodio che trasforma ancora una volta una corsia d’ospedale in un campo di battaglia, dove la missione di cura deve cedere il passo alla paura per la propria incolumità fisica.

La violenza è esplosa intorno alle ore 08:00, proprio al cambio turno. Un utente in stato di forte agitazione psicomotoria ha dato il via a un’escalation di degrado: insulti, minacce di morte e sputi contro il personale presente nel Triage. Nonostante l’intervento delle guardie giurate, l'uomo ha distrutto una stampante e tentato di usare una sedia come arma. Il momento critico si è raggiunto quando il soggetto ha tentato di colpire un infermiere che stava smontando dal turno notturno; solo il pronto intervento di un collega, che ha placcato l’aggressore al suolo riportando una distrazione alla spalla e contusioni all'addome, ha evitato il peggio prima dell'arresto operato dai Carabinieri.

Al di là dei danni fisici e materiali, a pesare è il sentimento di profondo avvilimento dei professionisti. «È assurdo dover temere per la propria vita mentre si cerca di garantire il diritto alla cura», si legge nella testimonianza dell'infermiere coinvolto. Un senso di solitudine istituzionale condiviso da tutta la categoria, che si sente ormai esposta a un clima di insicurezza intollerabile e priva delle tutele minime necessarie per operare con serenità.

Sulla vicenda è intervenuto con durezza Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, che punta il dito non solo sulla violenza degli utenti ma anche sulla gestione amministrativa. Secondo il comunicato sindacale, la crisi è profonda: il personale dell’AOU di Novara avrebbe accumulato oltre 500.000 ore di straordinario mai retribuite né recuperate. A questo si aggiungerebbe la beffa della sospensione dei pagamenti per le prestazioni aggiuntive, proprio quelle ore che garantiscono la tenuta dei servizi e l’abbattimento delle liste d’attesa.

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