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13 Aprile 2026 - 11:00
Il governo guidato da Giorgia Meloni sta lavorando a un nuovo pacchetto di interventi sul lavoro che potrebbe essere approvato simbolicamente il 1° maggio, in occasione della Festa dei lavoratori. Il cosiddetto decreto Primo Maggio avrebbe l’obiettivo di sostenere l’occupazione e contrastare il fenomeno del lavoro povero, con particolare attenzione a giovani, donne e nuove forme di impiego.
Tra le misure principali allo studio c’è la possibile stabilizzazione del bonus giovani under 35, già attivo ma attualmente limitato nel tempo e nelle risorse. L’agevolazione, prorogata solo fino ad aprile, potrebbe essere resa più strutturale.
Il sostegno alle imprese consiste in un esonero contributivo per chi assume giovani con contratto a tempo indeterminato, con l’obiettivo di ridurre il costo del lavoro e favorire nuove assunzioni.
I requisiti principali restano:
età inferiore ai 35 anni
assenza di precedenti contratti a tempo indeterminato
L’incentivo prevede un abbattimento dei contributi a carico delle aziende:
fino al 100% se cresce l’occupazione complessiva
circa 70% in assenza di incremento netto dei dipendenti
Il beneficio economico varia anche in base alla zona geografica, con importi più elevati nel Mezzogiorno e in alcune regioni del Centro Italia.
Un altro pilastro del provvedimento riguarda la occupazione femminile. Il governo punta ad ampliare le misure già esistenti per favorire l’ingresso e la stabilità delle donne nel mercato del lavoro, con l’obiettivo di avvicinare l’Italia alla media europea.
Le agevolazioni per le assunzioni femminili erano già state prorogate, ma il nuovo decreto potrebbe rafforzarle ulteriormente.
Nel testo potrebbero comparire anche interventi dedicati ai rider, categoria spesso al centro del dibattito per condizioni lavorative e compensi considerati molto bassi, in alcuni casi tra i 2 e i 4 euro a consegna.
L’ipotesi è quella di introdurre nuove tutele o forme di regolamentazione più stringenti.
Una parte del decreto potrebbe intervenire anche sul fronte dei contratti collettivi nazionali (CCNL). In caso di ritardi nei rinnovi, si valuta l’introduzione di un’indennità legata all’inflazione, crescente nel tempo fino al 60% dopo un anno di vacanza contrattuale.
Resta centrale la questione delle coperture economiche. Molte delle misure in discussione hanno costi elevati e richiedono una pianificazione nella prossima legge di bilancio. Per questo, alcune proposte potrebbero essere modificate o rinviate.
Tra le ipotesi anche la conferma o l’estensione di misure già sperimentate:
detassazione dei rinnovi contrattuali
agevolazioni per il lavoro notturno
esenzione fiscale sui fringe benefit
crediti d’imposta per il welfare aziendale
Il decreto Primo Maggio si configura come un intervento ampio, ancora in fase di definizione, che punta a rafforzare il mercato del lavoro italiano attraverso incentivi mirati e nuove tutele. Le decisioni finali dipenderanno però dall’equilibrio tra obiettivi politici e disponibilità di bilancio.
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