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Il caso

Torino, via libera unanime alla mozione: più lavoro per chi è in misure alternative al carcere

«Vogliamo aumentare le opportunità per le persone private della libertà personale così da agevolare i percorsi di risocializzazione. È un investimento sulla sicurezza collettiva, perché i dati sulla recidiva crollano sotto il 10% quando si attiva un percorso lavorativo qualificato»

Torino, via libera unanime alla mozione: più lavoro per chi è in misure alternative al carcere

Un voto all’unanimità in Consiglio comunale per spingere sul lavoro come strumento di reinserimento sociale. È stata approvata ieri la mozione presentata dalla presidente del Consiglio comunale, Maria Grazia Grippo (Pd), che chiede alla Giunta e al sindaco di farsi promotori presso il Governo per ampliare l’applicazione della Legge Smuraglia. L’obiettivo è estendere gli incentivi alle imprese che assumono persone condannate o internate, comprese quelle ammesse a misure alternative alla detenzione. Un perimetro che oggi, secondo la normativa vigente, riguarda in modo più limitato le assunzioni di detenuti in carcere, ma che la mozione punta a rendere più ampio e accessibile. «Vogliamo aumentare le opportunità per le persone private della libertà personale – ha spiegato Grippo – così da agevolare i percorsi di risocializzazione. È un investimento sulla sicurezza collettiva, perché i dati sulla recidiva crollano sotto il 10% quando si attiva un percorso lavorativo qualificato». Sulla stessa linea l’intervento di Adriano Moraglio, presidente dell’associazione La Goccia di Lube, che ha seguito il percorso della proposta insieme alla presidente del Consiglio comunale e al presidente della commissione Legalità Luca Pidello: «Estendere gli incentivi anche alle persone in misura alternativa è un punto di svolta. La legge Smuraglia è ancora poco conosciuta e sottoutilizzata». La mozione impegna inoltre l’amministrazione a coinvolgere il mondo imprenditoriale cittadino, promuovendo iniziative di sensibilizzazione sul tema del reinserimento lavorativo. Un passaggio che, nelle intenzioni dei promotori, punta a rafforzare il legame tra inclusione sociale e sicurezza, attraverso il lavoro come strumento concreto di rientro nella comunità.

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