Cerca

L'assemblea ad Amsterdam

Stellantis, un azionista su 10 (con i sindacati) contro Elkann. Ma la Borsa lo premia

Promessa nuova redditività e John resta presidente. A Piazza Affari chiusura a +3,48

Stellantis, un azionista su 10 (con i sindacati) contro Elkann. Ma la Borsa lo premia

John Elkann promette il ritorno agli utili nel 2026, resta presidente di Stellantis ma ha un azionista su 10 contro. E anche i sindacati non credono alle promesse del Gruppo, invocando nuovi investimenti e modelli per gli stabilimenti italiani. Stellantis, intanto, chiude una giornata di rally in Borsa.

A cinque anni dalla nascita di Stellantis, nell’anno peggiore sul fronte dei bilanci con addirittura i dividendi sospesi, John Elkann era infatti in scadenza di mandato. E oggi ad Amsterdam - oltre che per approvare il bilancio 2025 - si è votato anche per il rinnovo della sua carica di Executive director del cda: i voti a favore di Elkann sono stati l’89,72%, quelli contrari il 10,27% (mentre Robert Peugeot e Henri de Castries sono riconfermati come amministratori non esecutivi, rispettivamente con il 96,78% e 94,1% dei voti, e Juergen Esser, attuale deputy ceo e chief financial, technology&data officer di Danone, entra nel board) . Quindi, un azionista su dieci non apprezza l’operato del presidente, che nei mesi intercorsi fra l’uscita burrascosa di Carlos Tavares e l’arrivo di Antonio Filosa è stato ceo ad interim. Un segnale cui prestare attenzione, per il capo di Exor - principale azionista - alle prese anche con un processo imminente per truffa ai danni dello Stato, per l’Eredità Agnelli?

In apertura dei lavori, Elkann aveva rivendicato un cambio di strategia e di mentalità maturato con l’arrivo di Antonio Filosa alla guida operativa: un’impostazione più “people-centric”, un rinnovato team manageriale e un focus stringente sui clienti. Secondo Elkann, la nuova organizzazione sta mostrando «trimestre dopo trimestre un miglioramento costante, grazie a maggiore coesione, rigore ed efficacia nei processi decisionali e nell’esecuzione». Guardando al 2025, Elkann ha ricordato un contesto esterno complesso, parlando di un anno «di cui nessuno di noi può essere orgoglioso». Da qui, però, sono maturate le basi per la svolta, che significa principalmente dietrofront sul full electric e ridefinizione della gamma.

«Il 2025 è stato un anno di transizione - ha detto poi il ceo Antonio Filosa -. Abbiamo affrontato difficoltà economiche, persistenti interruzioni della catena di approvvigionamento, incertezza normativa e nuove variabili, tra cui i dazi, ma il nostro team dirigenziale ha lavorato instancabilmente per riposizionare l’azienda verso una crescita rinnovata e redditizia e questo ha richiesto un deciso riorientamento».

«Abbiamo annunciato - ha proseguito - oneri per circa 22 miliardi di euro, con un impatto significativo sui nostri risultati finanziari del 2025. Questi passi sono stati dolorosi, ma necessari per correggere la rotta, rafforzare il nostro modello operativo e proteggere la creazione di valore a lungo termine».

Prossimo snodo il 21 maggio, all’Investor Day, quando Filosa e il management presenteranno la nuova fase del piano industriale. Ed è qui che arrivano le note dei sindacati, che chiedono un confronto prima di allora. «In quasi tutti i siti - dicono dalla Fiom - continua la carenza produttiva e il massiccio utilizzo degli ammortizzatori sociali. Solo le assegnazioni di nuovi modelli, come sta avvenendo per la Fiat 500 ibrida a Mirafiori e la Jeep Compass ibrida a Melfi, che continuiamo a ritenere insufficienti per la saturazione dei due stabilimenti, possono garantire un graduale rientro dei lavoratori dalla cassa integrazione». Manca il ricambio generazionale - a Torino sono state avviate 400 assunzioni, per quanto a tempo - dicono dal sindacato, aggiungendo che «degli investimenti miliardari che Stellantis ha annunciato negli Usa e in Nord Africa, non c’è traccia in Italia».

In compenso, gli ha creduto il mercato, considerando la chiusura di Piazza Affari: +3,48% con il titolo a 6,93 euro. Positiva anche Exor che chiude a 70,05 (+1,08%).

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.