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La svolta di Stellantis
10 Aprile 2026 - 17:50
Non serve un palco per raccontare una svolta: a volte basta un post. Oggi, venerdì 10 aprile 2026, Antonio Filosa ha scelto LinkedIn per scandire il tempo del cambiamento in Stellantis. Niente frasi a effetto, niente fuochi d’artificio: un linguaggio diretto, qualche immagine informale che lo ritrae spesso in giubbotto smanicato e jeans tra le linee produttive (negli Usa) e una promessa misurata. “Stiamo andando meglio, recuperiamo terreno. Ma il viaggio è all’inizio.” Parole semplici, che però si appoggiano su numeri e segnali che il mercato, finalmente, comincia a vedere. E gli analisti cambiano le loro visioni, così come la Borsa (oggi, Piazza Affari segna il terzo giorno consecutivo positivo, con +,3,25%). Con due date cerchiate sul calendario: 30 aprile e 21 maggio.
In Europa i “progressi significativi” si traducono in 696 mila immatricolazioni nel trimestre (+5% anno su anno), con la quota di mercato al 17,5%, il livello trimestrale più alto dal 2024. Considerando anche il contributo di Leapmotor, la quota combinata si porta al 18,1%. Il gruppo mantiene la leadership in Italia e Francia e registra risultati positivi in Germania e Spagna. Brilla il business dei veicoli commerciali leggeri: Stellantis Pro One è leader in Europa con il 28,7% di quota. Filosa chiude ringraziando i lavoratori in Europa e Sud America e i responsabili regionali, Emanuele Cappellano e Herlander Zola: un segnale, anche simbolico, di squadra.
Sul fronte finanziario i ricavi sono stimati in rialzo del 3% a circa 36,9 miliardi di euro. Venti contrari arrivano dal cambio (euro medio a 1,17 contro 1,05 un anno prima) e dai dazi; a compensare dovrebbero essere il miglioramento prezzo/mix, in special modo in Nord America, dove il prezzo medio è atteso a circa 49 mila euro dai 46.700 del primo trimestre 2025, quando si era dovuto tagliare per smaltire scorte elevate. In Europa il mix è previsto sostanzialmente stabile.
L’ebit adjusted è visto leggermente positivo, intorno ai 350 milioni, con un margine vicino all’1%. Nord America ed Europa dovrebbero oscillare verso il break-even: cambi e dazi pesano, ma volumi in crescita e mix migliore sostengono la leva operativa. Il messaggio complessivo? Una redditività in recupero graduale nel 2026, dopo le difficoltà del 2025 e svalutazioni superiori a 22 miliardi di euro in gran parte legate all’elettrico.
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