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Economia circolare

Stellantis, annunciato un nuovo centro di smontaggio e riciclo veicoli (secondo il modello torinese)

SUSTAINera si espande nel mondo: ricambi fino al 70% più economici e meno sprechi

Stellantis, annunciato un nuovo centro di smontaggio e riciclo veicoli (secondo il modello torinese)

Da Torino continua a espandersi un modello che si trova ormai al centro delle strategie industriali di Stellantis. Il gruppo ha annunciato l’espansione globale di SUSTAINera, il programma dedicato all’economia circolare, con l’apertura imminente di un terzo Centro di Smontaggio Veicoli in una nuova regione del mondo. Un progetto che parte proprio dal capoluogo piemontese, dove nel 2024 è stato inaugurato il primo impianto, seguito nel 2025 da quello di San Paolo in Brasile. Il punto della strategia è di trasformare i veicoli a fine vita in una risorsa. Nei centri di smontaggio, le auto vengono analizzate e smontate per recuperare componenti ancora perfettamente funzionanti, destinati a tornare sul mercato come ricambi originali.

Quello che non può essere riutilizzato viene invece avviato al riciclo, creando un ciclo chiuso che riduce sprechi e consumo di materie prime. Un esempio concreto arriva proprio da Torino, dove è già attivo un sistema per il recupero dell’alluminio: i motori dismessi vengono trasformati in nuovi materiali pronti per essere reimpiegati nella produzione. L’iniziativa non serve solo per un discorso di impatto ambientale, ma influisce parecchio anche sul discorso economico. I ricambi rigenerati possono costare fino al 70% in meno rispetto a quelli nuovi, mantenendo standard elevati di qualità e tracciabilità. E qui viene data una risposta concreta a un mercato in evoluzione: le auto durano più a lungo, aumentano le esigenze di manutenzione e cresce la domanda di soluzioni più accessibili. In questo contesto, il riuso diventa un elemento fondamentale sia per le aziende sia per i consumatori.

I risultati si possono già vedere: nel 2025 le attività legate a SUSTAINera hanno superato gli standard europei, con tassi di riciclo e recupero dei veicoli rispettivamente del 89,9% e del 97,7%. Parallelamente cresce anche il riutilizzo delle batterie dei veicoli elettrici, sempre più impiegate in applicazioni “second life”, come sistemi di accumulo energetico. Il modello si sta evolvendo anche sul fronte commerciale. I ricambi recuperati vengono venduti non solo attraverso canali tradizionali, ma anche online, con una presenza sempre più forte sulle piattaforme digitali in Europa e nel mondo. Un passaggio necessario per intercettare nuovi clienti e accompagnare la trasformazione del mercato dell’aftermarket, sempre più orientato verso l’acquisto digitale.

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