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I dati
15 Aprile 2026 - 17:20
Nel 2024 in Italia il consumo di alcol continua a rappresentare un fenomeno diffuso e, in alcuni casi, preoccupante per la salute pubblica. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, elaborati dall’Osservatorio Nazionale Alcol, la situazione mostra numeri elevati sia tra gli adulti sia tra i più giovani.
Nel corso dell’anno si stimano circa 36 milioni di consumatori di bevande alcoliche, pari al 77% degli uomini e al 57% delle donne. Tra questi, oltre 8,2 milioni di persone sopra gli 11 anni hanno assunto alcol in quantità considerate a rischio per la salute, sia per frequenza sia per quantità.
Particolarmente rilevante è il fenomeno del binge drinking, ovvero il consumo di grandi quantità di alcol in un breve tempo con l’obiettivo di ubriacarsi. Questo comportamento riguarda circa 4,45 milioni di persone in Italia.
All’interno di questo gruppo emergono dati allarmanti:
circa 79.000 sono minorenni
negli ultimi dieci anni il fenomeno è quasi raddoppiato tra le donne
Analizzando la fascia di età 11-24 anni, si contano circa 1,27 milioni di consumatori a rischio, di cui circa 580.000 sotto i 18 anni. Un dato che evidenzia come il consumo problematico inizi spesso in età precoce.
Particolarmente preoccupante è anche l’aumento tra le donne in età fertile: il binge drinking cresce dell’84% in dieci anni, passando dal 2,5% al 4,6%.
Il rapporto segnala inoltre la presenza di circa 730.000 persone con danni fisici o mentali legati all’alcol, che avrebbero bisogno di un percorso terapeutico. Tuttavia, solo una piccola parte, pari a circa l’8,3%, risulta effettivamente seguita dai servizi sanitari.
Secondo le valutazioni degli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità, una delle situazioni più critiche riguarda la popolazione anziana, spesso meno raggiunta dalle attività di prevenzione e più esposta a consumi dannosi non intercettati dal sistema sanitario.
Il quadro complessivo evidenzia un problema diffuso di consumo di alcol a rischio, con un impatto crescente tra giovani e donne e una forte necessità di rafforzare le politiche di prevenzione e presa in carico sanitaria.
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