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il caso

Ted Bundy, dopo 50 anni scoperta un'ennesima vittima

Grazie a una nuova tecnologia lo Utah risolve un "cold case" del 1974, ora il profilo genetico completo del serial killer è stato inserito nel database nazionale

Ted Bundy, dopo 50 anni scoperta un'ennesima vittima

L'ombra di Ted Bundy, uno dei più famigerati serial killer della storia americana, torna a scuotere gli Stati Uniti. Dopo oltre mezzo secolo, la scienza forense ha messo un punto definitivo sull'omicidio di Laura Ann Aime, una ragazza di 17 anni scomparsa nello Utah nel 1974.

Laura scomparve la notte di Halloween del 1974 dopo aver lasciato una festa a piedi per raggiungere un negozio di alimentari. Il suo corpo fu ritrovato quasi un mese dopo, nel giorno del Ringraziamento, nell'American Fork Canyon. La giovane era stata picchiata e strangolata con una calza di nylon, modalità che all'epoca suggerirono immediatamente la mano di Bundy, sebbene non vi fossero prove scientifiche sufficienti per condannarlo formalmente per questo specifico crimine prima della sua esecuzione nel 1989.

Il caso è rimasto irrisolto per 52 anni nonostante le parziali confessioni del killer in punto di morte. La vera svolta è arrivata nel 2023 grazie a una nuova tecnologia di genotipizzazione avanzata in dotazione al laboratorio criminale dello Utah. Questo strumento è capace di ricostruire profili DNA completi anche da campioni minimi, degradati dal tempo o contaminati. Analizzando alcuni reperti biologici conservati perfettamente fin dal 1974, gli investigatori sono riusciti a isolare il codice genetico completo di Bundy, caricandolo per la prima volta nel database nazionale a disposizione di tutte le agenzie di polizia americane.

L'inserimento di questo profilo genetico apre ora la strada alla possibile risoluzione di altri "cold case" in diversi stati. In particolare, le autorità del Wyoming stanno rivalutando alcuni omicidi avvenuti tra il 1974 e il 1978, come quelli di Jayleen Dawn Banker, scomparsa a Rawlins, e di Doris Kay Holmes, trovata morta nel suo appartamento a Sheridan. Sebbene Bundy non avesse mai ammesso crimini in Wyoming, la sovrapposizione temporale con i suoi spostamenti e la somiglianza dei casi rendono ora possibile un confronto genetico diretto che prima era inimmaginabile.

Durante la conferenza stampa, la sorella di Laura, Michelle Impala, ha espresso profonda gratitudine verso gli investigatori e i media per non aver mai smesso di cercare la verità. Ha dichiarato che è incredibile vedere come, dopo cinquant'anni, la gente sia ancora interessata al caso di sua sorella. Questa scoperta non solo chiude una ferita aperta per la famiglia Aime, ma dimostra come l'evoluzione della scienza forense sia diventata lo strumento più potente per svelare i segreti portati nella tomba dai criminali del passato.

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