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Il caso

Rider, compensi sempre più bassi: Glovo sotto accusa, paghe fino a 1,90 euro a consegna

Il sindacato Nidil Cgil denuncia un nuovo taglio delle tariffe e parla di condizioni “insostenibili”

Rider, compensi sempre più bassi: Glovo sotto accusa, paghe fino a 1,90 euro a consegna

Arriva una nuova denuncia da parte del sindacato Nidil Cgil, che segnala un ulteriore peggioramento delle condizioni economiche dei rider impiegati per la piattaforma Glovo. Secondo quanto riportato, i compensi sarebbero stati nuovamente ridotti, arrivando in alcuni casi a 1,90 euro per singola consegna.

La situazione, definita dal sindacato come “gravemente inaccettabile”, assume contorni ancora più delicati considerando che la società Foodinho Srl, che gestisce il servizio in Italia, è già sottoposta a controllo giudiziario nell’ambito di un’indagine per caporalato e sfruttamento del lavoro avviata dalla Procura di Milano.

Tariffe in calo e pagamenti insufficienti

Le segnalazioni raccolte dai lavoratori in diverse città italiane parlano di compensi ormai compressi tra 1,90 e 2,60 euro a consegna, valori che secondo il sindacato non garantiscono più alcuna forma di reddito dignitoso.

Il nodo centrale, spiegano i rappresentanti dei lavoratori, riguarda anche il metodo di calcolo: le distanze indicate nell’app non rifletterebbero i percorsi reali effettuati dai rider, che spesso risultano più lunghi a causa del traffico, della viabilità urbana e degli algoritmi di assegnazione delle consegne.

Questo meccanismo porterebbe, di fatto, a un’ulteriore riduzione del guadagno effettivo, perché il compenso viene calcolato su tragitti “teorici” e non su quelli realmente percorsi.

Sindacati: “Serve un intervento immediato”

La segretaria nazionale di Nidil Cgil, Roberta Turi, ha chiesto un intervento urgente dell’amministratore giudiziario e delle autorità competenti per verificare la compatibilità delle nuove tariffe con gli obblighi di vigilanza.

Secondo il sindacato, la questione non è solo economica ma anche di principio: i rider vengono definiti come lavoratori sottoposti a dinamiche che li rendono “ingranaggi di un algoritmo”, mentre dovrebbero essere riconosciuti come persone con diritti e tutele adeguate.

Il settore sotto osservazione

Anche altri rappresentanti sindacali confermano un quadro critico nel settore del food delivery. Le condizioni di lavoro dei rider restano segnate da precarietà e forte pressione economica.

È previsto per fine aprile un incontro tra le parti e AssoDelivery, l’associazione che rappresenta le principali piattaforme del settore, per discutere possibili interventi e correttivi.

Nel frattempo, la questione dei compensi continua ad alimentare tensioni e nuove segnalazioni da parte dei lavoratori in tutta Italia.

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