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Bretella Ivrea-Santhià, code infinite fino a data da destinarsi

Il via libera al progetto da 45 milioni resta fermo al Ministero, i cantieri non partiranno prima dell'estate e il bypass resterà l'unica opzione oltre il 2028

Bretella Ivrea-Santhià, code infinite fino a data da destinarsi

L’incubo dei pendolari e dei turisti sulla bretella Ivrea-Santhià è destinato a durare molto più del previsto. Nonostante le rassicurazioni fornite all’inizio dell’anno, i lavori per la ricostruzione del viadotto sono attualmente bloccati nei meandri della burocrazia ministeriale, lasciando il territorio in balia di una viabilità precaria e di ingorghi chilometrici. Il progetto da 45 milioni di euro, che avrebbe dovuto vedere l'apertura dei cantieri nel mese di luglio, risulta ancora in attesa delle autorizzazioni ambientali. Un ritardo che sposta inevitabilmente in avanti il cronoprogramma: se inizialmente si ipotizzava la rimozione del bypass provvisorio entro il 2028, oggi quella data appare fin troppo ottimistica.

A denunciare lo stallo è il consigliere regionale del Pd, Alberto Avetta, che ha presentato un'interrogazione alla Giunta Cirio per sollecitare un intervento presso il Governo e il gestore autostradale. Secondo Avetta, l’autorizzazione sarebbe ferma al Ministero dell’Ambiente, passaggio propedeutico prima della firma definitiva del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Fino a quel momento, nessun operaio potrà mettere piede sul cantiere.

Le conseguenze di questo stallo ricadono pesantemente non solo su chi percorre l'autostrada, ma anche sui piccoli centri della zona. Il viadotto originale, logorato da criticità strutturali, è interdetto ai mezzi pesanti sopra le 3,5 tonnellate. Sebbene il bypass aperto a marzo 2025 abbia permesso a bus e camion di riprendere la percorrenza, la capacità della carreggiata resta ridotta. Il risultato è un effetto domino insostenibile: durante le domeniche da bollino nero, al rientro dalla Valle d’Aosta verso Milano, le code infinite spingono gli automobilisti ad abbandonare l’autostrada, intasando i paesi tra Albiano e Santhià. Le strette vie dei centri abitati vengono letteralmente invase dal traffico deviato, creando situazioni critiche per la sicurezza di una rete stradale locale troppo fragile per reggere tali flussi per i prossimi anni.

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