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IL FATTO
25 Aprile 2026 - 19:40
C’è qualcosa di particolarmente amaro nei furti che colpiscono i luoghi della comunità: non è solo una questione di cifre, ma di rispetto verso spazi vissuti da giovani e volontari. Nella notte tra sabato 18 e domenica 19 aprile, l'impianto sportivo “Bruno Costa Laia” di Pont Canavese è stato teatro di un’incursione vandalica che unisce il furto con scasso a una sorta di spavalda "baldoria" notturna.
Secondo le prime ricostruzioni, i responsabili avrebbero agito con un metodo tanto semplice quanto efficace: hanno utilizzato un cassonetto per la raccolta del vetro come appoggio per scavalcare la recinzione e raggiungere il punto ristoro. Una volta nel perimetro, hanno forzato una finestra per introdursi nei locali. Non un colpo pianificato nei dettagli, ma un’azione opportunistica che ha lasciato dietro di sé danni agli infissi e un profondo senso di amarezza.
Una volta all'interno, gli ignoti hanno svuotato il fondo cassa e scassinato il portamonete di un gioco per bambini, racimolando poche decine di euro. Tuttavia, i ladri non si sono limitati al denaro: si sono trattenuti nel locale consumando snack e panini, sottraendo inoltre due bottiglie di gin. Un comportamento che fa pensare a una bravata degenerata, trasformando il punto ristoro in un improvvisato dopocena prima di dileguarsi nel buio.
Fortunatamente, non risultano intrusioni negli spogliatoi o nelle aree tecniche dell’impianto. La società sportiva ha prontamente sporto denuncia ai Carabinieri, che hanno avviato le indagini per risalire ai colpevoli. Al vaglio degli inquirenti ci sono ora le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, che potrebbero aver catturato volti o movimenti decisivi per l'identificazione degli autori.
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