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L'INDAGINE

Torino, "terra dell'oro": boom dell'export (+157%), la quinta in Italia

La città sabauda cresce (e Milano scende): c'è una provincia piemontese sul podio

Torino, "terra dell'oro": boom dell'export (+157%), la quinta in Italia

Torino "terra dell'oro". La città sabauda conquista il quinto posto nella classifica nazionale dell'export orafo con export di 283,4 milioni di euro, ovvero il 2,9% del totale nazionale.

E' quanto emerge dall'indagine dell'Area Studi Mediobanca (alla sua seconda edizione) sul settore orafo- argentiero- gioielliero in Italia: lo studio ha analizzato 101 imprese leader del settore con fatturato oltre i 19 milioni. Rispetto al 2024, i ricavi hanno subito una leggera accelerazione (5,8%): tra le aziende coinvolte, il 45% è ottimista sulla crescita, il 43% prevede una flessione e il 12% una situazione stazionaria. 

Torino 

Come anticipato, Torino si piazza bene a livello di export: c'è stato, infatti, un mini-boom delle esportazioni nei primi nove mesi del 2025, pari a +157,3%. Una performance in netta controtendenza rispetto alla media nazionale, che registra un caldo del 14,5%. Come spesso si è avuto modo di notare, al calo di Milano (quarta in classifica con export di 910,3 milioni di euro, -38,9%) fa eco un aumento dalla provincia di Torino, segnalando una riconfigurazione degli snodi logistico-commerciali del settore.

In ambito piemontese, Alessandria, terza in classifica nazionale con 1.641,9 milioni di euro (16,8% dell'export totale) e distretto manifatturiero per eccellenza con Valenza, riguadagna posizioni con una crescita del 18,9%. A seguito di scelte logistico-commerciali, la Svizzera (26,0% dell'export alessandrino, circa 427 milioni) supera l'Irlanda (24,0%, circa 394 milioni) come prima destinazione con un "boom" del +447,5%, mentre l'Irlanda perde il 19,4%. Le prime cinque destinazioni coprono il 74,3% dell'export alessandrino (circa 1.220 milioni).

Italia

Nel panorama nazionale, Arezzo (primo posto) si conferma leader indiscusso con 3.636,3 milioni di euro (37,2% del totale nazionale), nonostante un decremento del 31,7% determinato dal contraccolpo della Turchia. Vicenza (secondo posto) mantiene 1.894,6 milioni di euro (19,4% del totale) con una crescita del 5,8%. Milano (quarta con 910,3 milioni, 9,3% del totale) cede il 38,9%. Le prime quattro province – Arezzo, Vicenza, Alessandria e Milano – coprono l'82,7% dell'export italiano di settore.

I brand 

Nel 2024 al primo posto per ricavi in Italia, si colloca Bulgari Gioielli (846mln), precedendo Morellato (723mln) e PGI (637mln). Seguono Damiani (368mln) e UnoAerre Industries (283mln). In totale sono tredici le società a superare i 150 milioni di ricavi. Con l’acquisizione della tedesca Christ nel febbraio 2023, che ha permesso a Morellato di quasi raddoppiare il fatturato rispetto al 2022, il peso del canale retail sul giro d’affari complessivo della società è salito all’84,6% (dal precedente 69,3%). Il potenziamento del canale digitale e il controllo dei punti vendita sono diventati fattori di resilienza che si traducono in maggiore marginalità, brand experience e fidelizzazione.

Gioielli nel mondo

Tra il 2015 e il 2024 il commercio mondiale di articoli di gioielleria da indosso è salito da 97 miliardi di euro a oltre 130 miliardi nel 2024 (CAGR +3,3%). La Cina ha perso terreno, scendendo dal 23,5% al 15,7% del mercato globale. Le ragioni sono molteplici: rilocalizzazione produttiva verso Paesi a minor costo (India, Thailandia, Indonesia), politiche commerciali restrittive dagli Usa e una crescente domanda interna che ha ridotto le esportazioni. Parallelamente, sono comparsi nuovi protagonisti: gli Emirati Arabi Uniti si sono affermati come hub internazionale grazie alla loro funzione di piattaforma logistica e fiscale, mentre Turchia e diversi Paesi del Sud-Est asiatico hanno guadagnato quote grazie alla competitività manifatturiera e alla capacità di attrarre investimenti.

L’Italia si è distinta per un recupero particolarmente significativo, passando da una quota del 5,8% nel 2015, al 8% nel 2023, fino a raggiungere nel 2024 l’11,2%, superando la Svizzera (hub dei beni di lusso francesi e paese di transito di prodotti orafi, anche italiani) e l’India. Un risultato che conferma la capacità del Made in Italy di valorizzare design, qualità e posizionamento nell’alto di gamma. Va tuttavia ricordato che parte dell’exploit italiano nel 2024 è stato influenzato dalla performance “anomala” delle esportazioni verso la Turchia.

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