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Economia & Territorio
27 Aprile 2026 - 12:50
Prima l'assemblea degli azionisti di Banca di Asti poi il consiglio comunale, con le opposizioni pronte a scagliarsi contro il sindaco Maurizio Rasero divenuto presidente della banca: sarà questo il pomeriggio "di fuoco", oggi lunedì 27 aprile, ad Asti, in un intreccio fra economia e politica locali. Con Rasero pronto a un secondo passo indietro? Ecco la situazione.
Durante le celebrazioni del 25 aprile, Rasero - sindacato al secondo mandato, in scadenza nel 2027, quota Forza Italia dopo una passata vicinanza alla Lega - ha annunciato la rinuncia alla fascia di presidente della Provincia per incompatibilità. Resta sindaco, anche se in Comune c'è chi spinge per un passo indietro - ma occorre chiedersi: conviene il commissariamento cittadino a meno di un anno dal voto? -, e presidente di Ream, la "fondazione delle fondazioni" che comprende anche Fondazione Crt e Compagnia di San Paolo.
Il primo appuntamento è alle 16.30, all’Auditorium del Canton Santo, per l’assemblea dei soci della Banca di Asti che, fatti salvi colpi di scena, dovrebbe formalizzare il nuovo assetto dell'istituto di credito. A reggere l’architettura è la Fondazione Cassa Risparmio di Asti, primo azionista, guidata dal presidente Livio Negro - il quale, ai tempi, fu indicato per la presidenza proprio da Rasero come sindaco -, che presenta una lista in accordo con Fondazione Crt di Torino e Cr Vercelli, entrambe azioniste: insieme superano il 40% dei voti. Quindi, la votazione che porterà anche alla nomina di Roberto Fiorini - provenienza Unicredit - come nuovo amministratore delegato dovrebbe essere blindata.
Per il resto della governance, l’elenco dei consiglieri è la cartina di tornasole degli equilibri costruiti. Tra i nomi indicati: Maria Teresa Armosino, ex sottosegretaria all'Economia di Forza Italia; Silvia Mirate (confermata) per i piccoli azionisti; Maria Paola Clara, nel cda di Mediobanca Premier; Gian Luigi Gola per Fondazione Crt; Fernando Lombardi per CrVercell; Marco Remondino esperto di AI e blockchain; Roberto Vercelli, consigliere comunale del Pd che - come ha sottolineato il suo partito - lo fa per decisione personale, non politica; Pia Federica Bosca, vicepresidente di Confindustria Asti; Giorgio Guerreschi, Roberto Rubbia e l'ex direttore della Asl di Asti Mario Alparone. Le Fondazioni di Biella e BPM propongono Gabriele Mello Rella come vicepresidente e poi Marilena Bolli e Roberto Rho.
Sullo sfondo resta la platea dei piccoli azionisti: oltre 27mila, che insieme detengono il 35,10% del capitale. Una maggioranza relativa che, nei fatti, pesa poco: la frammentazione – nessuno supera il 2% – rende quasi impossibile qualsiasi azione coordinata. È la democrazia del capitale diffuso, ma senza la forza della massa critica. E gli animi sono stati scaldati dalla lettera di Carlo Cerrato, nei giorni scorsi, come vi avevamo raccontato.
La decisione matura nel consiglio di amministrazione della Fondazione CrAsti, dopo una selezione che è stata accompagnata dal supporto della società internazionale Spencer Stuart, specializzata nello scouting manageriale. Se c’è un nome che esce ammaccato dalla partita, è quello di Carlo Demartini, ad da oltre 10 anni e direttore generale, carica che manterrà fino al 31 luglio. In discussione, per l'ex ad, l’entità della buonuscita che i nuovi vertici potrebbero proporgli. Sul piano del giudizio, a Demartini viene attribuita una gestione ritenuta “ingessata”, con poca visione, e la difesa dell’autonomia dell’istituto letta – da chi ha vinto la partita – più come tutela della propria poltrona che come strategia industriale. Il punto vero, però, è quello che la Fondazione di Negro mette al centro: la redditività. CrAsti ha chiuso il 2024 con 51 milioni di utili, mentre Banca di Alba, con metà patrimonio è arrivata a 80 milioni.
Ma come detto, sul tavolo c'è anche la questione politica. Se alla presidenza della Provincia salirà l’attuale vicepresidente, il leghista Simone Nosenzo, sindaco di Nizza Monferrato, bisogna anche annotare che due consiglieri provinciali del PD, Andrea Gamba e Alessandro Negro, hanno scelto di restituire le deleghe. E al consiglio comunale annuncia polemica il Movimento 5 Stelle, che non vede nella scelta di Rasero una cura "degli interessi del territorio". Mentre il PD chiede le dimissioni del primo cittadino. Sul cumulo di cariche, peraltro, Rasero ha già detto che si atterrà "alle indicazioni degli organi di vigilanza".
Sullo sfondo, poi, l’ipotesi di un’aggregazione con un grande gruppo, a partire magari proprio da BPM o Unicredit, con Credem alla finestra, motivata anche con la necessità della Fondazione di alleggerire il proprio peso azionario nel capitale.
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