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Il Borghese

Torino, ecco come (non) si ferma un corteo di violenti

Il modello della Marcia dei 40.000, le domande dei cittadini, l'inefficacia della magistratura

Torino, ecco come (non) si ferma un corteo di violenti

Oggi i Radicali daranno vita alla loro contro-manifestazione: si sdraieranno a terra, in piazza Cln, con i loro cartelli. In silenzio e immobili, contro l’annunciata violenza della manifestazione di sabato di centri sociali, sindacati di base, soliti partiti dell’estrema sinistra e gruppi di famiglie - da usare come scudi umani? - a sostegno di Askatasuna (o per riprenderselo).

Non saranno molti, ma mi fa pensare all’idea di un conoscente, qualche giorno fa, per ribellarsi all’ennesimo sabato di paura, disagi, quasi certamente scontri nella nostra città: invece di barricarsi, diceva, commercianti e cittadini potrebbero scendere in piazza a loro volta, schierandosi ai lati del serpentone (o dei tre cortei), magari anche di fronte. Fischiando o semplicemente bloccando loro la strada. Anche sdraiandosi a terra, come i loro amici “ecologisti” quando bloccano il traffico.

Diventerebbe una riedizione della “Marcia dei quarantamila” con cui i lavoratori Fiat sconfissero i fautori del blocco di Mirafiori, i violenti infiltrati nel sindacato, disinnescando anche parte delle violenze più estreme. Qualcosa di realizzabile? Sulla carta, quasi certamente. Nella pratica, invece, pare di no.

«Ma perché - ha risposto un’altra conoscente, nella stessa chiacchierata - dovrebbero essere i cittadini a bloccare quelli che le autorità preposte non bloccano?». E in quella parola “autorità” confluiscono la Prefettura, laa politica, persino il Ministero, quasi certamente la magistratura - fossero “normali” ultrà di calcio, i due lanciatori di razzi contro i poliziotti sarebbero stati arrestati, qui rimangono liberi - e quant’altro. Questo si chiedono i cittadini, i nostri lettori. E non soltanto per i cortei degli antagonisti...

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