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Il Borghese

Torino, il (solito) record di cassa integrazione marchiato Fiat. Filosa: "Voltiamo pagina"

Sessanta milioni di ore nel 2025, la falsa ripartenza di Mirafiori e l'ottimismo del mercato: +11% immatricolazioni a gennaio

Torino, il (solito) record di cassa integrazione marchiato Fiat. Filosa: "Voltiamo pagina"

Sessanta milioni di ore di cassa integrazione, di cui trentanove nella solo Torino (una impennata del 20% rispetto all’anno prima): sono i dati relativi al 2025, numeri forniti dall’Inps ed elaborati dalla Cgil. Il Piemonte diventa quindi la terza regione d’Italia (dopo Lombardia e l’ex isola felice Veneto) per la “cassa”, mentre Torino mantiene il suo primato, seguita a grande distanza da Napoli. Ed è anche ovvio: il 2025 di Mirafiori ha gonfiato a dismisura questo dato. Mirafiori che, in questo mese di febbraio, dovrebbe conoscere la sua rinascita, quella vera stavolta. Anche se ha cominciato con una falsa partenza: per problemi sulla linea della Fiat 500 Ibrida, ieri i 1.200 lavoratori sono stati lasciati in libertà - ossia a casa -, ma si confida che vada meglio oggi.

In qualche modo, il mondo politico e quello sindacale continuano a guardare alla (ex) Fiat come unico antidoto alla «deindustrializzazione che si sta allargando anche ad altre province», come dice Giorgio Airaudo (Cuneo, in effetti, segna +4,7%, Asti +7,5%, Alessandria +2,3). Dal fronte di Stellantis, arriva il dato positivo delle immatricolazioni di gennaio, che segnano un notevole +11% rispetto al 2024, che era però nel pieno della catastrofe del Gruppo, con annessa cacciata di Tavares.

Oggi Stellantis sta guidando la (nuova) trasformazione dell’automotive d’Italia nella retromarcia sull’ideologia green che sembrava la grande rivoluzione, ma è stata affossata dal mercato. «Bisogna voltare pagina e realizzare con le nostre persone il futuro dell’impresa» ha detto il nuovo ceo Antonio Filosa a Quattroruote. Rimettendo al centro della strategia il cliente.

Il quale, incidentalmente, è anche lavoratore, in un ciclo che - quando va male - si autoalimenta: la riduzione di lavoro intacca i salari, di conseguenza si riducono i consumi, che a loro volta portano a ulteriori cali di produzione, a fronte di prezzi che aumentano. Una catena da spezzare. 

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