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Rilancio di Mirafiori, falsa partenza: 1200 operai a casa. Ecco perché

Guasto informatico alla linea della Fiat 500 nel giorno del simbolico rientro dalla cassa integrazione

Rilancio di Mirafiori, falsa partenza: 1200 operai a casa. Ecco perché

Doveva essere il giorno della svolta, dopo quasi vent’anni di cassa integrazione. Invece il rilancio di Mirafiori parte con uno stop inatteso. Nel primo giorno effettivo di rientro al lavoro dopo la fine degli ammortizzatori sociali, lo stabilimento torinese di Stellantis si è fermato: il primo turno sulla linea della Fiat 500 è stato cancellato a causa di un problema tecnico-informatico alla linea di montaggio. Circa 1.200 operai sono stati rimandati a casa. La cassa integrazione e il contratto di solidarietà si sono conclusi ufficialmente il 31 gennaio, chiudendo una fase durata quasi due decenni. Un passaggio salutato dai sindacati come l’inizio di una nuova stagione per Mirafiori, sostenuta dall’arrivo della Fiat 500 ibrida e dalle nuove assunzioni annunciate dal gruppo.

Questa falsa partenza non aiuta però nella situazione attuale: il 21 maggio l’amministratore delegato Antonio Filosa sarà chiamato a presentare all’Investor Day un piano industriale in grado di rassicurare azionisti e mercati, mentre il Gruppo si trova a metà del guado tra la strategia full electric impostata dall’ex ceo Carlos Tavares e il successivo riposizionamento verso l’ibrido, dettato dalla domanda e dalle pressioni del mercato. In Italia Stellantis continua a confermare il Piano Italia, con investimenti per circa 2 miliardi di euro, 7 miliardi di acquisti dai fornitori e un miliardo destinato a ricerca e innovazione nel 2025, ma la produzione resta lontana dai livelli promessi negli anni scorsi e concentrata su pochi modelli, a partire dalla 500 ibrida di Mirafiori. Sullo sfondo restano aperti i nodi sul futuro di alcuni marchi storici - da DS a Maserati fino a Lancia - e degli stabilimenti più esposti, mentre il Gruppo rafforza la propria presenza nelle Americhe e accelera sul Nord Africa, con l’Algeria indicata come nuova area strategica per la crescita, alimentando le preoccupazioni di sindacati e istituzioni locali.

Sul tavolo restano comunque i numeri del piano industriale. Le nuove assunzioni previste sono 434, tutte con contratti interinali: 361 destinate all’attività produttiva della Fiat 500, 33 all’area Component delle Meccaniche, 20 alla Circular Economy, 10 a MOPAR Rivalta e 10 al plant di Verrone, che produce cambi per i veicoli commerciali. A questi si aggiunge il ritorno del secondo turno, che secondo Filosa, ripartirà a marzo proprio grazie alla 500 ibrida.

Ma l’incidente tecnico del primo giorno riapre il fronte delle critiche. A intervenire duramente sono le consigliere regionali Valentina Cera e Alice Ravinale (Avs), che parlano di un rilancio solo annunciato. “Stellantis non buona la prima: problemi in linea e operai mandati a casa dimostrano che non si è nemmeno pronti a far partire l’unica produzione rimasta a Mirafiori. Ci parlano di rilancio di Torino, ma intanto si è pronti a invitare l’indotto a investire in Algeria”. Secondo le consigliere, il futuro di Mirafiori non può reggersi su un solo modello. “Il rilancio di Mirafiori non può essere sempre rimandato a domani. Servono altri modelli e serve smettere di prendere in giro lavoratori e lavoratrici di Torino e del Piemonte”, conclude.

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