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Parco Stura, 10 anni di degrado: «Ora vogliamo i campi sportivi»

parco stura

Il parco Stura attende da anni una riqualificazione

In mano a spacciatori e tossici fino a dieci anni fa e oggi trasformato in un monumento al degrado. Il parco Stura di corso Giulio Cesare rappresenta una delle immagini più tristi della città. Montagne di rifiuti abbandonate vicino ai cestini, rami spezzati e i segni sul terreno dei fuochi e delle immancabili grigliate estive sono soltanto una delle noti dolenti. Da troppo tempo, infatti, non vi è più traccia di progetti di riqualificazione. Le uniche idee arrivano dal borgo, con la consulta di quartiere “Rebaudengo Basse di Stura” a proporre la realizzazione di campi sportivi e tensostrutture in grado di ospitare attività per i pensionati. Ma tra corso Giulio Cesare e la zona del Novotel le speranze diminuiscono stagione dopo stagione.

«L’area verde è recintata ma ci sono dei punti da cui è possibile accedere - spiega il presidente della consulta, Bernardo Moscariello -. Uno su tutti l’ingresso vicino al fiume, l’accesso della ciclabile non si può certo chiudere. Non avrebbe senso. Ma il vero dramma è che da novembre questo parco rimarrà di nuovo senza un’anima». Sì perchè le uniche persone a mettere piede a due passi dal fiume Stura, oggi, sono i padroni dei cani, con i quattro zampe al seguito, o i merenderos. Con le loro cattive abitudini che, ormai, abbiamo imparato a conoscere. Bastava fare un salto domenica, per esempio, per contare i sacchetti abbandonati vicino alla pista ciclabile, i piattini e i bicchieri di plastica a due passi dalle piante e le immancabili bottiglie di birra ormai vuote gettate, quasi con disprezzo, sul prato.

«Bisogna pensare ad un vero progetto - continua Moscariello -. Il parco è recintato da dieci anni e noi non possiamo permettere che torni alla mercé dei disperati. Ma nemmeno che rimanga allo stato attuale». La richiesta è solo una: garantire il decoro ed evitare un accumulo di rifiuti. Impresa meno semplice di quello che si può pensare.

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