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Casa Chantal, i primi richiedenti asilo accendono il dibattito su anziani e futuro della struttura

A Mathi arrivate le prime famiglie: atteso il Tar. La minoranza chiede tutele per ex ospiti e responsabilità chiare

Casa Chantal, i primi richiedenti asilo accendono il dibattito su anziani e futuro della struttura

L’arrivo delle prime famiglie di richiedenti asilo a Casa Chantal ha riportato il tema al centro della politica locale. Nel Consiglio comunale di giovedì 18 dicembre, Mathi è tornata a interrogarsi sul destino dell’ex casa di riposo di via Martiri della Libertà e, soprattutto, su quello degli anziani che fino al 2023 vi abitavano.


La struttura, ora destinata all’accoglienza, segna un passaggio che, per il momento, congela la lunga contesa tra il comune e la cooperativa Sanitalia sulla destinazione d’uso. Il dossier è sul tavolo del Tar, chiamato a pronunciarsi sul ricorso presentato dall’amministrazione guidata da Vittorio Rocchietti. La decisione dei giudici amministrativi definirà la cornice entro cui muoversi, ma il confronto politico è già nel vivo.

Durante il dibattito, una minoranza ha distinto con nettezza due piani: quello dell’accoglienza, definita un dovere non negoziabile, e quello delle responsabilità amministrative. A sostegno di questa linea, i consiglieri hanno ricordato i progetti attivati nel precedente mandato: dall’arrivo a Mathi di una famiglia siriana attraverso la Comunità di Sant’Egidio, accompagnata in un percorso di integrazione, all’apertura del Cpia sul territorio per formazione e inclusione dei cittadini stranieri. Accanto a questo, resta aperta la ferita degli ex ospiti di Casa Chantal, trasferiti a Villa Lina, a Corio, con l’aspettativa, mai realizzata, di un rientro. Secondo la minoranza, il comune avrebbe potuto utilizzare strumenti più incisivi per tutelare la destinazione originaria, anche attraverso l’inibizione di usi non conformi alle convenzioni: una strada che, a loro dire, era stata suggerita dai legali e sollecitata dalla prefettura, ma non perseguita fino in fondo.

Nel dibattito è intervenuto anche Danilo Bianco, consigliere della lista “Una svolta per il domani”, che ha invitato a superare lo schema maggioranza-opposizione e ha richiamato la necessità di un equilibrio in questa fase transitoria, nell’attesa della sentenza del Tar.

Casa Chantal è diventata un simbolo dai significati opposti: per alcuni testimonia un’accoglienza necessaria e responsabilmente organizzata; per altri è il promemoria di una promessa sospesa verso gli anziani e le loro famiglie. L’esito del Tar farà chiarezza sul piano giuridico, ma la sfida politica e sociale resta quella di garantire diritti e tutele senza contrapporli, vigilando sul futuro della struttura e di chi vi è legato.

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