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il retroscena

Caselle, audio-shock prima del tentato omicidio: «Ammazzo mia mamma e mia sorella»

Paolo Ferri, 40 anni, prima di mandare in fin di vita la madre Luciana Cat-Berro, ha confessato le sue intenzioni su WhatsApp, a un amico

Caselle, audio-shock prima del tentato omicidio: «Ammazzo mia mamma e mia sorella»

Caselle, audio-shock prima del tentato omicidio: «Ammazzo mia mamma e mia sorella»

E' tarda serata quando a Caselle Paolo Ferri, agricoltore di 40 anni, prima di sparare alla madre Luciana Cat-Berro, 65 anni, con la pistola "abbattibestiame", manda un audio con il suo telefono a un amico. Un ultimo messaggio prima di commettere, a notte fonda, il tentato omicidio, nella casa al civico 90 di strada Torino. «Ieri ho rischiato il coma etilico, mi sono alzato perché mi ha chiamato mia madre alle 16.30 oggi pomeriggio. Ho bevuto l'impossibile, tutto quello che il mio fisico poteva tollerare - così la voce su WhatsApp di Paolo Ferri, ancora con i postumi della serata precedente - e in più mi sono fatto un cannone. Oggi sto una m...a, ma siamo vivi, purtroppo siamo vivi».

Successivamente Paolo Ferri, sempre nell'audio-shock, confessa i suoi problemi: «Ero già caduto in basso l'anno scorso, mi sono rimesso a posto. Ma è un periodo di m...a, questi problemi familiari mi distruggono, in più sono stanco, stufo di mia madre e di mia sorella, l'altro giorno mi sono sfogato con un'amica di mia mamma."Ammazzo mia madre e ammazzo mia sorella", le ho detto. E lei ha riportato tutto a mia madre. E quello mi ha dato ancora più fastidio, per quello ho bevuto. Sono arrivato al punto che sono davvero stanco. Era una ventina di giorni che ero tranquillo, ora sono stordito, in più bevo e mi faccio cannoni». Dunque, le intenzioni di Paolo Ferri erano chiare. E il 40enne agricoltore le aveva confessate a un'amica della madre. Per poi dirle anche a un suo amico, in un audio-shock inviato su WhatsApp.

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