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Sanità territoriale, l'AslTo3 conferma i servizi: Case della Salute attive fino a fine febbraio

Prorogate le attività nelle sedi di Beinasco, Cumiana, Pianezza e Vigone. Al via il piano per stabilizzare il personale e internalizzare le funzioni

Sanità territoriale, l'AslTo3 conferma i servizi, Case della Salute attive fino a fine febbraio

L'AslTo3 ha ufficializzato la proroga delle attività per le Case della Salute di Beinasco-Borgaretto, Cumiana, Pianezza e Vigone. Grazie all'autorizzazione della Direzione regionale Sanità, le strutture resteranno pienamente operative almeno fino al 28 febbraio 2026. La decisione è stata presa per assicurare ai cittadini la continuità dei servizi assistenziali e per permettere il completamento di un complesso percorso di riallineamento normativo e organizzativo.

L'Azienda Sanitaria ha tenuto a precisare che non vi è mai stata alcuna intenzione di interrompere le prestazioni o di agire in modo poco trasparente. Al contrario, la scelta della proroga nasce da un confronto costante con le istituzioni e da una serie di sopralluoghi tecnici effettuati nelle singole sedi. Al centro della questione resta la gestione del personale, una situazione definita articolata poiché composta in gran parte da professionisti che operano tramite cooperative o in regime di libera professione, spesso con contratti a tempo parziale.

Nello specifico, le strutture coinvolte vedono l'impiego di numerose figure: a Borgaretto-Beinasco operano sette amministrativi e due infermieri, a Pianezza tre addetti alla segreteria e due infermieri, mentre a Vigone e Cumiana il supporto è garantito da tre amministrativi e un infermiere per ciascuna sede. Si tratta di lavoratori che collaborano strettamente con i Medici di Medicina Generale, figure chiave per l'assistenza primaria sul territorio.

In ottica futura, l'AslTo3 sta puntando a una maggiore sostenibilità del sistema attraverso la progressiva internalizzazione di alcune funzioni strategiche. L'obiettivo è sostituire i rapporti precari con assunzioni dirette, garantendo così una stabilità maggiore sia per i lavoratori che per i pazienti. Questo percorso si inserisce nella possibile evoluzione delle strutture verso il modello delle Case della Comunità, come previsto dalle normative nazionali del DM 77/2022.

L’Azienda ha concluso ribadendo che la gestione della sanità territoriale richiede rigore e responsabilità, sottolineando l'importanza di evitare allarmismi infondati. Il lavoro dei prossimi mesi sarà dunque cruciale per trasformare queste strutture in presìdi fissi e riconosciuti, integrando tutte le attività richieste dagli standard nazionali per la cura della comunità.

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