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12 Febbraio 2026 - 18:50
No Tav protestano contro l’Idf in valle. Ma i soldati israeliani sono in un altro hotel
I No Tav protestano e scendono (di nuovo) in strada contro i soldati dell’esercito israeliano che alloggiano nell’hotel della Valsusa. Ma scoppia la polemica perché, in quell’albergo, non ci sarebbe proprio traccia di militari dello Stato di Israele. Succede a Sauze d’Oulx, dove nei giorni scorsi i militanti contrari all’alta velocità Torino-Lione (e da sempre sostenitori della Palestina) hanno manifestato con tanto di striscioni e cartelli di protesta perché i militari dell’Idf, le forze di difesa israeliane, soggiornerebbero all’Hotel Relais des Alpes di piazza III Reggimento alpini. Erano una trentina, i No Tav, che protestando hanno tormentato il pomeriggio dei turisti a Sauze, richiedendo un massiccio intervento del Reparto mobile della polizia per placare gli animi. E questo sabato si replica. “Fuori le truppe d’occupazione. La Valsusa ripudia l’Idf”, c’è scritto sui volantini che stanno girando sulle pagine social del movimento. L’appuntamento è fissato alle 15.30, in piazza III Reggimento alpini.
Tuttavia, scoppia la polemica. Sì perché gli israeliani all’Hotel Relais des Alpes non avrebbero alloggiato. Così Alessandro Perron Cabus, ex amministratore delegato di Vialattea e presidente di Abc, gruppo che ha tra le sue strutture l’albergo di piazza III Reggimento alpini: «Abbiamo provveduto a fornire alle forze dell’ordine l’elenco completo delle schedine di notifica di tutti i clienti della scorsa e della futura settimana. Elenco - ha affermato Perron Cabus - nel quale è risultato del tutto evidente che tutti, senza eccezione alcuna, erano cittadini britannici». Dunque, ad alloggiare all’Hotel Relais des Alpes erano sudditi di Sua maestà Re Carlo, non soldati israeliani. Questi ultimi, avrebbero pernottato in un’altra struttura di Sauze d’Oulx, lo Chaberton.
Prosegue Perron Cabus: «Una quarantina di personaggi intabarrati in bandiere palestinesi hanno importunato turisti e residenti di Sauze per tutto il pomeriggio con cantilene assurde e volantinaggio. La cosa che più fa arrabbiare è che, logicamente, la polizia si è dovuta giocoforza mobilitare con mezzi e uomini antisommossa per prevenire incidenti, con conseguenti spese per lo Stato». I No Tav però non mollano e sabato protesteranno ancora contro la presenza dell’Idf in valle. «Ridurre i componenti dell’Idf a semplici turisti - così i No Tav - significa cancellare le responsabilità politiche e militari di chi partecipa a massacri e colonizzazioni».
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