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L'evento
14 Febbraio 2026 - 21:40
Il Carnevale di Pinerolo ha ripreso il suo ritmo abituale con un rito che non delude mai: l’arrivo di Gianduja e delle sue Giacomette alla stazione centrale, puntuali con il treno delle 15 meno un quarto.
Il corteo, dopo aver attraversato i luoghi simbolo dell'accoglienza cittadina come Io C'entro e la Stazione di Posta, è approdato in municipio per il momento istituzionale più importante. Qui il sindaco Luca Salvai ha consegnato a Gianduja le chiavi di Pinerolo, dando il via ufficiale ai festeggiamenti.
La mancanza dei carri allegorici non è passata inosservata: l'amministrazione ha infatti contenuto le spese correnti in attesa dell'approvazione del conto consuntivo in primavera, che garantirà le risorse per gli eventi dell'artigianato e le fiere estive. La festa però non sparisce: si sposta nelle strade e si prepara all'appuntamento del 1° marzo, quando i bambini saranno i protagonisti assoluti nel Paese dei Balocchi.
Davide Gozzi, che da nove anni veste i panni della maschera torinese, ha deciso di sfruttare il suo ruolo per parlare ai più giovani. Niente slogan, solo un messaggio chiaro portato direttamente tra i banchi di scuola: l’inclusione come antidoto al bullismo.
Il suo Gianduja parla una lingua universale: ai ragazzi di origine straniera ricorda che vivere in Piemonte significa essere parte integrante della comunità, abbattendo le barriere dell'esclusione. Insieme a lui, una squadra di cinque Giacomette — tra cui la moglie Monica Primo — sta portando avanti un tour tra scuole e case di riposo, dove il dialetto piemontese diventa il filo rosso che unisce generazioni diverse.
È proprio nelle strutture per anziani che il Carnevale di Pinerolo ritrova la sua anima più profonda. Gli incontri con i residenti, come quello recente a San Secondo o a None con lo storico ex Gianduja Luigi Oddoero, trasformano la maschera in un ponte tra passato e presente.
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