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Il fatto
21 Febbraio 2026 - 09:15
L'ennesima truffa domestica si è verificata a San Giusto Canavese. Due uomini, spacciandosi per tecnici della Smat, hanno cercato di ingannare un pensionato di 80 anni, sostenendo di dover controllare la qualità dell’acqua potabile.
Il pensionato, però, ha intuito l’inganno: «Ha mostrato un tesserino falso e si è diretto verso il contatore del bagno – racconta l’uomo – quando ho percepito un sibilo e un odore strano che mi stordiva. Ho urlato con tutta la mia voce e l’uomo è scappato, raggiunto da un complice in auto».
Subito dopo l’accaduto, il pensionato ha contattato la polizia locale, scatenando le ricerche dei truffatori, che però si sono dileguati. Il Comune ha lanciato un avviso ufficiale sul sito istituzionale, invitando i residenti alla massima cautela e a segnalare qualsiasi comportamento sospetto.
Secondo le autorità, gli episodi recenti a Rivarolo, Mazzè e San Giusto Canavese indicano l’azione di una banda organizzata, con basisti locali che conoscono le abitazioni da colpire. I truffatori hanno spesso preso di mira pensionati soli e benestanti, ma anche alcuni commercianti della zona.
La sindaca Giosi Boggio sottolinea l’importanza della vigilanza costante: «Le attività di sensibilizzazione funzionano, ma non bisogna abbassare la guardia». Gli esperti raccomandano:
Non aprire la porta a sconosciuti.
Verificare sempre chi si presenta, usando lo spioncino.
Non ritirare messaggi o pacchi personalmente se non si conosce il mittente.
Diffidare di tesserini e divise: non sono garanzia assoluta.
Contattare immediatamente il 112 in caso di sospetto.
Se si subisce un tentativo di truffa, sporgere denuncia anche contro ignoti per tutelare se stessi e la comunità.
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