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IL CASO
01 Marzo 2026 - 11:35
Quella che doveva essere una banale giornata di riordino in una cantina di viale Vittorio Veneto si è trasformata in un caso da "scena del crimine". Il proprietario di un alloggio, spostando vecchi scatoloni tra la polvere dei sotterranei, si è trovato davanti a una visione d'impatto: una colonna vertebrale umana completa e le ossa di una gamba, accuratamente conservate.
La chiamata al 112 ha portato sul posto i Carabinieri, che hanno immediatamente sequestrato i resti, ora custoditi nelle camere mortuarie dell’ospedale di Chivasso. Ma il timore di un "delitto sepolto" è durato poco. Gli accertamenti dell'Arma hanno infatti imboccato una pista molto più lineare: quella del collezionismo scientifico.
I resti sarebbero appartenuti al nonno dell'attuale proprietario, un noto medico legale deceduto da tempo. Fino alla metà del secolo scorso, era prassi comune per gli studenti di medicina e i chirurghi della provincia di Torino possedere reperti ossei reali per approfondire lo studio dell'anatomia, ben prima che i modelli in plastica o le stampe 3D diventassero lo standard universitario.
"Probabilmente erano conservati per motivi di approfondimento scientifico", confermano i militari dell'Arma. Sebbene il ritrovamento abbia scosso il vicinato, tutto lascia pensare che si tratti di materiale didattico d'epoca.
Ora la parola passa all'autorità giudiziaria e ai tecnici che dovranno datare i resti. Se, come tutto lascia supporre, le ossa risulteranno risalenti a diversi decenni fa e riconducibili alla professione del defunto proprietario, il caso verrà archiviato. Un piccolo "museo anatomico" domestico che, per un attimo, ha riportato a galla un modo antico e suggestivo di fare medicina nel cuore di Chivasso.
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