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Il caso
04 Marzo 2026 - 12:55
Nel tardo pomeriggio di lunedì, la parte alta di Pont Canavese è scivolata improvvisamente nel buio a causa di un grave guasto tecnico. Ma la vera emergenza è iniziata quando la corrente è tornata: un presunto sbalzo di tensione ha colpito duramente le abitazioni, rendendo inservibile tutto ciò che possedeva una scheda elettronica. Oggi, mercoledì 4 marzo 2026, il paese si risveglia impegnato in una difficile conta dei danni, con cittadini e aziende che si interrogano su responsabilità e tempi di risarcimento.
Il guasto non ha risparmiato né le abitazioni private né l’illuminazione pubblica. L'area colpita comprende la zona di Oltresoana e le frazioni situate in direzione di Frassinetto, con segnalazioni massicce provenienti da Santa Maria, Truccà e Pianseretto. In queste zone, al disagio del blackout si è aggiunta la beffa dei danni materiali che hanno colpito impianti elettrici e dispositivi domestici.
Il primo cittadino Paolo Coppo ha confermato che l'intera area alta del paese è stata coinvolta e che numerosi residenti hanno già provveduto a inviare segnalazioni formali alla rete di distribuzione, informando in alcuni casi anche i Carabinieri. Per quanto riguarda i lampioni stradali ancora fuori uso, l'amministrazione confida in un rapido intervento di ripristino da parte del gestore della rete.
Il bilancio dei guasti è particolarmente critico: caldaie a gas e stufe a pellet sono fuori uso, lasciando molte famiglie al freddo; lavatrici, televisori e sistemi di videosorveglianza risultano danneggiati irreparabilmente.
La casa vinicola "Il Bosco di Eme", in via Santa Maria, ha riportato danni per svariate migliaia di euro. Oltre a tre caldaie e alla stufa, l'azienda ha subito il blocco del portone e dell'avvolgibile del magazzino, paralizzando di fatto la logistica e le spedizioni delle bottiglie.
Oltre al danno economico, emerge il forte impatto sociale. Resta emblematica la storia di una novantaquattrenne rimasta sola, al buio e al freddo nella serata di lunedì, salvata solo dalla presenza di una stufa a legna. Questo clima di esasperazione sta spingendo molti residenti a valutare l'ipotesi di una class action per ottenere giustizia, sebbene la priorità immediata resti il ripristino dei servizi essenziali in un periodo ancora caratterizzato dal clima rigido.
Mentre le segnalazioni formali si accumulano, restano aperti i dubbi sulle cause scatenanti: si è trattato di un errore durante una manovra tecnica o di un picco di tensione imprevedibile? La comunità di Pont Canavese attende ora risposte certe sulle modalità di rimborso e, soprattutto, garanzie affinché simili incidenti non si ripetano, mettendo a rischio la sicurezza e la stabilità della vita quotidiana.
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