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Il caso

Chivasso, bus sperimentale al via il 9 marzo: innovazione in corsa, ma i biglietti si inceppano

Dal 9 marzo nuova linea sperimentale per sei mesi con modifiche alla Linea Blu, ma dilaga la protesta sui biglietti digitali

Chivasso, bus sperimentale al via il 9 marzo: innovazione in corsa, ma i biglietti si inceppano

A partire da lunedì 9 marzo, la città di Chivasso vedrà il debutto di una nuova linea sperimentale del trasporto urbano. L'iniziativa, promossa dall'Amministrazione comunale, mira a potenziare la mobilità cittadina integrando meglio i quartieri e offrendo nuove soluzioni per gli spostamenti pomeridiani. Il progetto avrà una durata iniziale di sei mesi, durante i quali verranno raccolti dati e osservazioni reali per una futura revisione complessiva della rete.

Il nuovo servizio è studiato per toccare i punti nevralgici della vita sociale e dei servizi della città. La corsa partirà alle ore 16:47 da piazza D’Armi e seguirà un itinerario che comprende: Viale Matteotti e viale Vittorio Veneto, Zona Mazzucchelli e via Peppino Impastato, Il Campus delle associazioni e Via Caluso (zona cimitero e centro commerciale Il Gigante).

Per consentire l'attivazione di questa sperimentazione, il piano trasporti subirà alcune modifiche contestuali. La Linea Blu delle 16:00 effettuerà un percorso ridotto fino al Movicentro (termine corsa alle 16:45), mentre la corsa delle 17:00 della medesima linea verrà eliminata. Infine, la linea mercatale del mercoledì anticiperà il rientro alle ore 11:15.

Nonostante l'ampliamento del servizio, sul territorio emergono forti criticità legate alla vendita dei titoli di viaggio. Cristina Cerato, titolare dell'unica edicola-tabaccheria di Castelrosso che aderisce al servizio, ha sollevato il caso tramite un video sui social, denunciando il malfunzionamento del nuovo sistema di bigliettazione digitale.

Fino allo scorso anno, i rivenditori acquistavano pacchetti di biglietti cartacei prepagati; oggi il sistema si basa sull'emissione tramite terminale POS. Tuttavia, Cerato segnala che il passaggio tecnologico si è rivelato problematico a causa di alcuni malfunzionamenti.

Il problema tecnico rischia di isolare proprio le fasce più deboli, in particolare gli anziani della frazione Castelrosso che utilizzano il pulmino elettrico per commissioni o visite mediche a Chivasso e che non hanno alternative per l'acquisto dei biglietti. Alcuni esercenti hanno già disdetto il contratto di adesione al circuito e la titolare dell'edicola sottolinea come, paradossalmente, il vecchio sistema garantisse al Comune incassi immediati e una distribuzione più capillare e priva di intoppi tecnici.

Il Comune di Chivasso punta molto sui prossimi sei mesi di test per misurare il reale fabbisogno di mobilità, ma la vicenda dei POS evidenzia come l'efficienza di un servizio pubblico dipenda anche dall'affidabilità della rete di vendita. Resta da capire se, entro il 9 marzo, le problematiche tecniche sollevate dagli esercenti verranno risolte per garantire a tutti i cittadini, a partire dai residenti di Castelrosso, la possibilità di usufruire regolarmente dei nuovi collegamenti.

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