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Eventi in Piemonte
10 Aprile 2026 - 22:12
Nel comune di Pragelato, la comunità si prepara a ricordare una delle pagine più drammatiche della propria storia: la valanga del Beth del 1904, che causò la morte di 81 minatori impegnati nelle miniere di rame dell’alta Val Troncea.
Domenica 19 aprile, nella piazzetta della frazione Plan, luogo simbolico dedicato alle vittime, si terrà una cerimonia commemorativa per onorare gli operai scomparsi.
L’evento si inserisce in un percorso di memoria collettiva che da oltre un secolo mantiene vivo il ricordo della tragedia.
L’attività mineraria nell’area della Val Troncea ebbe inizio nel 1863, quando l’imprenditore torinese Pietro Giani ottenne la concessione per lo sfruttamento dei giacimenti di rame situati oltre i 2700 metri di quota.
Nonostante le difficoltà economiche e logistiche, il sito rappresentò un laboratorio di sperimentazione tecnica per l’estrazione in alta montagna.
La mattina del 19 aprile 1904, condizioni meteorologiche estreme — con nevicate intense e persistenti — resero la situazione sempre più pericolosa.
Molti minatori, spaventati dai segnali del rischio imminente, avevano deciso di scendere a valle. Secondo le testimonianze, alcuni compagni più esperti avevano suggerito di rifugiarsi nelle gallerie, portando con sé strumenti e materiali, attendendo il passaggio della massa nevosa.
Tra le 12:00 e le 12:30, però, il distacco della valanga fu improvviso e devastante: gli operai furono travolti senza possibilità di fuga.
Le operazioni di recupero iniziarono solo il giorno successivo grazie all’intervento congiunto di valligiani, militari provenienti dal Forte di Fenestrelle, guardie forestali e carabinieri.
circa 30 minatori furono salvati
40 corpi vennero recuperati e sepolti in una fossa comune a Laval
l’ultima vittima fu ritrovata oltre due mesi dopo, il 28 giugno 1904
Il più giovane degli operai aveva solo 16 anni ed era originario di Salza.
I lavoratori provenivano da diverse località alpine come Pragelato, Pinasca, Perosa Argentina, Perrero, Prali, Massello e anche da alcune zone del Bellunese, tradizionalmente legate all’attività mineraria.
Dopo la tragedia, l’attività estrattiva riprese con grandi difficoltà fino alla definitiva chiusura nel 1914.
Oggi la valanga del Beth è considerata non solo un evento storico, ma un simbolo della vita dura nelle montagne alpine, del rischio industriale e della solidarietà delle comunità locali delle valli, tra cui Val Chisone e Val Germanasca.
La commemorazione annuale rappresenta un momento di riflessione e identità collettiva: la tragedia del Beth continua a essere tramandata come parte fondamentale della memoria storica del territorio, simbolo di sacrificio ma anche della resilienza delle comunità di montagna.
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