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gli Adolescenti

Giovani in difficoltà: cosa sta succedendo davvero secondo gli esperti

L’iniziativa affronta il tema del disagio adolescenziale, considerato dai relatori non come un fenomeno emergenziale

Giovani in difficoltà

Immagine di repertorio

Alla Biblioteca MoviMente di Chivasso si è svolto il primo incontro del ciclo “Dialoghi sulla vita”, promosso dalla Fondazione FARO in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura. L’iniziativa affronta il tema del disagio adolescenziale, considerato dai relatori non come un fenomeno emergenziale, ma come una condizione strutturale legata al contesto attuale. L’appuntamento del 9 aprile ha visto la partecipazione della neuropsichiatra infantile Elena Rainò e dello scrittore Giorgio Scianna, in un confronto rivolto prevalentemente a un pubblico adulto composto da cittadini, educatori e volontari. Al centro della discussione, il ruolo di famiglia, scuola e comunità nella gestione e prevenzione delle difficoltà che caratterizzano l’adolescenza.

Nel corso dell’incontro è stato evidenziato come questa fase della vita presenti criticità ricorrenti, oggi inserite però in un contesto più complesso, segnato da aspettative elevate, relazioni instabili e modelli culturali variabili. In questo scenario, le difficoltà tipiche dell’età possono evolvere in forme di disagio più strutturate. Una parte del confronto si è concentrata sul rapporto tra giovani e adulti. Secondo Scianna, il dialogo tra le generazioni risulta compromesso anche a causa della narrazione prevalente sul futuro, spesso caratterizzata da scenari negativi e riduzione delle opportunità. Questo elemento contribuirebbe a incidere sulla percezione che i ragazzi hanno delle proprie prospettive. Rainò ha sottolineato la necessità di ricostruire spazi di comunicazione, favorendo una visione del futuro meno condizionata da rappresentazioni esclusivamente critiche.

Tra i temi affrontati anche il rapporto con la politica, percepita come distante, e la maggiore fluidità dei modelli di riferimento, che amplia le possibilità individuali ma può generare disorientamento. Ampio spazio è stato dedicato all’uso della tecnologia, con particolare riferimento agli smartphone, considerati uno degli elementi che incidono sulla gestione dell’attenzione e sulle dinamiche relazionali. L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio che punta a promuovere il confronto su temi come salute mentale, relazioni sociali e responsabilità educativa condivisa. L’obiettivo è individuare strumenti di intervento che coinvolgano diversi ambiti, con un approccio preventivo oltre che assistenziale.

Il calendario proseguirà il 23 aprile con un incontro dedicato alla comunicazione sui social e al linguaggio dell’odio, il 7 maggio con un approfondimento sull’intelligenza artificiale e il 21 maggio con un appuntamento sulla malattia mentale. Il ciclo mira a consolidare la Biblioteca MoviMente come spazio di discussione pubblica su temi sociali rilevanti.

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