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15 Aprile 2026 - 19:25
Nel fine settimana del 25 aprile, il Pinerolese svela il suo lato più nobile: domenica 26 aprile 2026 le dimore storiche del distretto riaprono ufficialmente al pubblico, dopo la pausa invernale. Un invito a rallentare il passo e a varcare soglie che custodiscono memorie, giardini segreti, architetture che hanno attraversato i secoli. È turismo? Certo. Ma è anche un esercizio di cittadinanza culturale: quante volte abbiamo un patrimonio a due passi e lo rimandiamo a “un giorno o l’altro”?
A Pinerolo e dintorni, la Cascina Losetta (Tenuta del Colombretto) offre uno spaccato raro di “villa‑fattoria”, quell’ibrido tutto piemontese in cui il lavoro dei campi dialogava con l’eleganza dei salotti. A San Secondo di Pinerolo si conferma polo d’eccellenza il Castello di Miradolo, dove al parco botanico si affianca la mostra “C’è oggi una fiaba”, che rilegge i racconti classici attraverso l’arte moderna: una lente nuova sul nostro immaginario più antico.
Sempre a Pinerolo, il Parco Storico Il Torrione incanta con alberi monumentali e la fioritura di 70 varietà di ortensie: un catalogo vivente a cielo aperto.
A Piossasco, la settecentesca Casa Lajolo propone per domenica 26, alle ore 16:30, una “visita poetica”: il giardino all’italiana come palcoscenico per letture e poesie. Perché l’arte dei giardini è anche misura del tempo, musica silenziosa che scandisce i passi.
A Volvera, riapre il Palazzotto Juva, residenza estiva che conserva il fascino della torre merlata d’ispirazione medievale voluta da Giacomo Pio Juva: un profilo che buca l’orizzonte e riporta alla memoria racconti cavallereschi.
A Pancalieri, Villa Giacosa Valfrè di Bonzo accoglie i visitatori su prenotazione, immersa nel paesaggio agrario delle essenze profumate: qui l’olfatto guida, e la campagna diventa il miglior apparato didascalico.
Infine a Virle Piemonte, il tour si conclude al Castello Marchesi Romagnano, visitabile da gruppi, celebre per le imponenti sale affrescate: stanze che sembrano trattenere il respiro della storia, tra colori ritrovati e sguardi che ancora ci osservano dalle pareti.
Perché andarci e soprattutto, come farlo bene? Innanzitutto per scoprire un “sistema” di castelli, ville e parchi secolari che restituisce, pezzo dopo pezzo, l’identità del Pinerolese. Un atlante territoriale più eloquente di qualunque guida. Perché le aperture cadenzate (ogni quarta domenica del mese, fino all’autunno) permettono di programmare il tempo della visita, evitando l’effetto “tutto e subito”.
Per vivere esperienze tematiche: dalla “visita poetica” di Casa Lajolo alle riletture d’arte contemporanea al Castello di Miradolo, passando per i giardini d’autore del Parco Storico Il Torrione. E infine, per rispetto e cura: alcune strutture richiedono prenotazione (come Villa Giacosa Valfrè di Bonzo) o accolgono gruppi (Castello Marchesi Romagnano).
Informarsi in anticipo è il primo gesto di buona educazione culturale.
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