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Vietato fumare anche all'aperto: tutti i luoghi interessati e cosa rischia chi ignora il divieto

L'ordinanza del sindaco comprende parchi e giardini ma anche aree limitrofe a scuole e farmacie

Vietato fumare anche all'aperto: tutti i luoghi interessati e cosa rischia chi ignora il divieto

Vietato fumare anche all'aperto: tutti i luoghi interessati e cosa rischia chi ignora il divieto

Tempi duri per i fumatori a Pianezza, in provincia di Torino, dove il Comune ha deciso di vietare sigari e sigarette anche all'aperto. L'ordinanza del sindaco Antonio Castello, arrivata su proposta dell’assessore all’Ambiente Anna Franco, prevede il divieto di fumo in parchi e giardini pubblici, aree destinate al gioco dei bambini, zone limitrofe agli edifici scolastici di ogni ordine e grado, aree adiacenti ai servizi per l'infanzia, zone antistanti le farmacie, gli ambulatori ed i servizi per la salute in genere. Gli appositi cartelli che indicano il divieto sono già stati installati e chi farà finta di non vederli rischia una sanzione amministrativa da 25 a 500 euro.

«Come assessore all’Ambiente – spiega Anna Franco - ritengo che sia fondamentale proteggere i luoghi frequentati da bambini, anziani, malati e persone bisognose di cure. Vietare il fumo dannoso per la salute di tutti, anche di chi lo respira in modo passivo, è un ulteriore passo per tutelare le persone che sono più fragili. Invito tutta la popolazione a seguire queste nuove disposizioni non solo per evitare le multe, ma soprattutto nel rispetto delle altre persone che frequentano queste zone che d’ora in poi saranno più protette». Aggiunge il sindaco, Antonio Castello, che «l’ordinanza sul divieto di fumo consente di restituire pienamente parchi, scuole e luoghi della salute a chi li vive ogni giorno, rendendoli più sicuri, più accoglienti e più rispettosi. Non è una misura isolata, ma fa parte di una visione più ampia: rendere Pianezza sempre più attenta al benessere, alla prevenzione e al rispetto reciproco, una Pianezza che vuole essere una città più sana. È, a tutti gli effetti, una scelta di civiltà, perché una comunità si misura anche da ciò che protegge».

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