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ALLENATORE E PRESIDENTE

Ecco D'Aversa: "Toro, ci salviamo così". E Cairo a ruota libera: "Stadio, contestazione, vendita del club: vi dico tutto"

Il tecnico sbarca sotto la Mole e si presenta: "In porta continuo con Paleari, Vlasic non sfigurerebbe in una grande squadra"

Il presidente del Torino, Urbano Cairo, insieme al nuovo tecnico Roberto D'Aversa

Il presidente del Torino, Urbano Cairo, insieme al nuovo tecnico Roberto D'Aversa

Di solito con l’arrivo di un nuovo allenatore si parla di aprire ere o cicli, nel Torino del presidente Cairo quella di Roberto D’Aversa sarà una semplice parentesi. C’è già una data di scadenza, 30 giugno 2026, e sarebbe davvero una sorpresa vederlo ancora sulla panchina granata nella stagione 2026/2027. Adesso, però, la priorità è un’altra: si tratta di salvare una squadra che sta sprofondando sempre più giù, che ora ha pure la Fiorentina a tre punti (oltre a Lecce e Cremonese) e che ha tanti giocatori che non hanno mai lottato per obiettivi del genere, parola di Vlasic. "Se a quattro mesi dal termine della stagione ti chiama una società come il Toro, devi soltanto rispondere presente e fare le valigie - la prima risposta di D’Aversa da tecnico granata - e siamo in una posizione che non compete a questo club e a questa squadra: dobbiamo essere realisti e guardare la classifica, l’errore sarebbe pensare di non essere risucchiati in zona retrocessione". Anche perché si è già risucchiati, ma il tempo per mettere una pezza c’è: 12 partite, 36 punti a disposizione e gli scontri diretti contro Pisa, Cremonese e Verona che da soli potrebbero anche valere la salvezza.

"La prima cosa da fare è ritrovare entusiasmo scendere in campo con coraggio - il primo obiettivo del tecnico - oltre a trasmettere serenità: al di là di moduli o altro, è l’atteggiamento l’aspetto fondamentale". Venendo però alle questioni di campo, D’Aversa ha messo mano sul Toro per la prima volta soltanto dopo la conferenza stampa di presentazione, al suo primo allenamento al Fila: "La disposizione più consona sarà quella di partire con la difesa a tre, in porta proseguiremo con Paleari perché non ha grandi responsabilità sui tanti gol subiti e ha più esperienza - le risposte dell’allenatore - mentre Vlasic mi ha sorpreso, non pensavo fosse così completo e invece non sfigurerebbe in un grande club: in carriera, però, non ho mai fatto le formazioni in base ai nomi, ma a ciò che vedo in allenamento". A proposito, anche la questione porte aperte è sempre molto cara ai tifosi: "Non c’è nessuna preclusione, ad Empoli lo facevamo e tutti insieme possiamo portare il Toro all’obiettivo" ha sottolineato D’Aversa.

Si tratta del 18esimo allenatore diverso con l’editore alessandrino, "Lo seguivo dai tempi di Parma, mi è sempre piaciuto molto" ha spiegato Cairo. "Con Baroni abbiamo avuto troppi alti e bassi, abbiamo vissuto di up and down - ha continuato il numero uno del club - e adesso c'è la volontà di correggere gli errori: mancano 12 partite, vogliamo fare meglio". Poi si apre la lunga parentesi delle questioni d’attualità: "Un anno fa dissi pubblicamente di essere disposto a vendere ma non ho mai ricevuto offerte, la contestazione non mi scoraggia ma mi dà maggiore determinazione e tutto questo disfattismo non serve a nulla - ha aggiunto Cairo - stiamo lavorando sullo stadio: c’erano le ipoteche, ora si fanno tutte le valutazioni del caso sui costi e l’obiettivo è trovare un accordo con il comune. Museo al Fila? La Fondazione ha soldi in cassa…".

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