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missione mondiale
25 Marzo 2026 - 20:05
Il ct Rino Gattuso (foto Figc.it)
Gli italiani da quando siede sulla panchina più scomoda d’Italia gli chiedono una cosa sola: «Portaci al Mondiale, portaci al Mondiale». È da sette mesi che Gennaro Gattuso se lo sente ripetere. Anche perché gli ultimi due l’Italia li ha vissuti da spettatrice: «ma quello è il passato», ha spiegato Gattuso. Il primo ostacolo si chiama Irlanda del Nord: «la partita più importante della mia carriera», da allenatore si intende perché Gattuso un Mondiale l'ha vissuto fino in fondo vincendolo 20 anni fa, ma anche quello è il passato. Il presente è una partita da giocare in casa «con il dente avvelenato» contro una squadra piena di giocatori di seconda e terza serie inglese da non sottovalutare.
«Perché l'Irlanda del Nord è arrivata fino a qui? Perché hanno una componente importante, il veleno, ogni palla per loro è l'ultima della loro vita, dobbiamo avere le stesse loro motivazioni, essere pronti e battere colpo su colpo», spiega Gattuso che punta sul «formicolio» che ogni giocatore deve avere prima di una partita del genere perché «se un giocatore arriva a una partita così senza formicolio in pancia, puoi spiegare quello che vuoi... Quando io non l'ho provato più, ho alzato la mano e ho smesso di giocare».
Da allenatore non ha voglia di autoincensarsi con i suoi giocatori, raccontando le glorie del suo passato, «non mi piace raccontare ai miei giocatori quello che ho vissuto io, le emozioni i giocatori le devono provare», spiega e sa che tutto dipende da loro: «Sta a noi, scendiamo in campo e diamo la sensazione di stare sul pezzo, di non avere timore, di essere padroni del campo. Non possiamo chiedere nulla a nessuno, siamo artefici del nostro destino, ci vuole grandissima tranquillità ma consapevolezza, andiamo ad affrontare giocatori che hanno il veleno, è giusto dire che siamo in crisi ma ci crediamo».
Davanti ha un'avversaria tecnicamente molto facile da leggere, perché l'Irlanda del Nord tiene poco la palla e la indirizza tutte le volte che può nell'area avversaria: «Giocano in verticale, portano uomini in area sui corner e traversoni e sono temibili perché hanno una cattiveria incredibile». Giusto quella, però, ma in una partita secca può anche bastare se si viene trascinati nel tipo di partita che vogliono fare loro: «Dico di entrare in campo e non sottovalutare l'avversario - il monito di Gattuso - Ci sono due partite, quella senza palla e quella con la palla e la sofferenza dobbiamo mettercela quando non abbiamo palla e poi quando ce l'abbiamo mettere in campo la nostra velocità e arrivare nei loro 20-25 metri con qualità». È la qualità che deve fare la differenza e Gattuso può contare sul recupero di Tonali, mentre l'unico davvero in dubbio è Bastoni, oltre a Scamacca sicuramente a riposo.
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