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Cairo Communication, 2025 in calo ma incassa oltre 1 miliardo. Ma il Toro? Ecco quanto guadagna (davvero) Urbano

Ricavi e utile in calo ma aumenta il digitale per RCS. Lo stipendio e gli incassi del presidente e i numeri del bilancio del Torino FC

Cairo Communication, conti 2025 in flessione ma la tenuta c’è: il digitale spinge RCS

Tra media e sport, Urbano Cairo frena ma incassa comunque oltre un miliardo di euro. Il 2025 della sua holding Cairo Communication - che è proprietaria del Toro - racconta una frenata misurata, non un’inversione di marcia. La curva scende rispetto al 2024, ma il motore tiene: il digitale di RCS accelera, La7 rafforza ascolti e raccolta pubblicitaria, Cairo Editore continua a crescere. Ma il Toro? Quanto investe realmente la proprietà nella squadra granata? E quanto guadagna il suo presidente Urbano Cairo? Abbiamo guardato dentro i bilanci e fatto i conti: eccoli.


I numeri del 2025 e il confronto con il 2024
I ricavi consolidati lordi della Cairo Communication ammontano a 1.124,8 milioni (vs 1.158,3 milioni nel 2024). L'EBITDA è 182,5 milioni (vs 186,6), l'EBIT: 96,2 milioni (vs 102,6). L'utile netto di pertinenza del gruppo è di 39,7 milioni (vs 45,2). Il profilo è chiaro: performance in calo rispetto a un 2024 più brillante, ma margini sostanzialmente stabili e continuità nella generazione di cassa dalla gestione operativa, come sottolinea il gruppo. Segnale non secondario: in assemblea sarà proposto un dividendo di 0,18 euro per azione. Che per Urbano Cairo, che detiene circa 69.649.046 azioni, significa un incasso di 12 milioni e 536mila euro.



Cassa e posizione finanziaria: la frenata pianificata
La posizione finanziaria netta scende a 12,5 milioni dai 21,5 di fine 2024. Il motivo? Non una debolezza dell’attività tipica, bensì esborsi mirati: 41,3 milioni per l’offerta pubblica di acquisto di azioni proprie e 14,5 milioni distribuiti in dividendi. Investimenti tecnici e oneri non ricorrenti, in larga parte compensati dalla gestione ordinaria. Più che un’emorragia, una scelta di allocazione del capitale.

Il motore digitale di Rcs continua a girare
A fine dicembre, la base attiva degli abbonamenti digitali tocca circa 1,3 milioni: - 754 mila per il Corriere della Sera. - 267 mila per Gazzetta. - 181 mila per El Mundo. - 131 mila per Expansion. Sul fronte ricavi, Italia e Spagna sommano 220,1 milioni dal digitale, pari a circa il 28% dei ricavi complessivi, con un’incidenza ancora più elevata in Spagna. Non solo digitale. La7 migliora ascolti e raccolta pubblicitaria, segnali di salute in un mercato competitivo.



E il Toro? Ecco i conti
Ma il capitolo che interessa maggiormente i tifosi granata è sicuramente quello del Toro. C’è un refrain, in questi vent’anni - oltre a «Cairo vattene» dei tifosi - e riguarda gli investimenti. Cairo dice spesso «Ho investito 60 milioni», oppure 70 o 80 o quel che vogliamo. I numeri, però, vanno analizzati.

Guardiamo i bilanci. L’ultimo disponibile sul sito societario è del 2024: in attivo, dopo alcuni anni in rosso. Quindi, 134 milioni di fatturato e un risultato netto di una decina. Fa specie che l’incasso migliore, più dei diritti audiovisivi, sia dalle plusvalenze dei calciatori (ossia cessioni di pezzi pregiati) per 58 milioni di euro e rotti.
Nel 2005 la proprietà, quindi la UT Communications di Cairo, ha versato 10 milioni. Poi, due anni a zero, e 3,5 milioni nel 2008, quindi 9,7 nel 2009 e 21 nel 2010. Dal 2012 al 2022, i versamenti della proprietà sono: zero. Per dieci anni, la proprietà non ha versato un euro nelle casse.
Dunque, la gestione è fatta di entrate - biglietteria, diritti televisivi, brand, cessione calciatori - e uscite, ossia eventuali acquisti. Equilibrio e addirittura bilanci positivi - per esempio nel 2017 con 37 milioni. Rovesci sportivi e la pandemia terremotano tutto: tra 2022 e 2023 sono annotati 16,5 milioni come intervento della proprietà. La quale è una società che non controlla solo il Toro ed è quotata in Borsa, dunque paga dividendi (Cairo, nel 2024, di questi ha percepito circa 21 milioni di euro). 
Se guardiamo il totale di vent’anni, Cairo ha versato 80 milioni (comprensivi di ricorsi al credito), per veleggiare a metà classifica nella migliore delle circostanze. Anzi, Cairo si piazza 15°, fra i presidenti di Serie A, come investimenti, ossia poco sopra la zona retrocessione. Però è ai primi posti come remunerazione personale.
Lo stipendio di Urbano Cairo
Come presidente del Toro, Urbano Cairo non percepisce uno stipendio. Però guadagna come presidente e amministratore delegato di Cairo Communication e di Rcs. Come presidente di Cairo Communication ha un compenso fisso di 600mila euro. Nel 2024, la remunerazione in Rcs era di 1,5 milioni come parte fissa e una variabile - legate ai target - deliberata in 1,414 milioni di euro. Dunque, circa 3,5 milioni di euro di "stipendio" cui aggiungere i 12 milioni di euro di dividendi.
I debiti del Toro
Dice il patron - quando si vocifera di gente cui vendere - che il valore della società è di 200 milioni circa, pur non avendo proprietà immobiliari (lo stadio non è suo) e avendo in banca cash circa 3,6 milioni di euro e a settembre 2024 ha fatto ricorso a un finanziamento di 38,3 milioni da Banca Ifis per rimborsare anticipatamente altri finanziari bancari in essere
Se parliamo di bilanci sui vent'anni, considerando il fatturato della società dalle varie voci e gli investimenti della proprietà, il risultato netto, dal 2005 al 2024, è infatti -87,6 milioni di euro. Nel bilancio, infatti, il Toro risulta debitore nei confronti della proprietà: la somma investita da Cairo è infatti indicata fra parentesi, nelle posizioni debitorie. Significa che, a un determinato punto, la proprietà può pretendere indietro i soldi investiti, come fossero stati un prestito. Per esempio, in caso di cessione.
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